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Siracusa e quel fortissimo legame con i Giochi Olimpici

Astylo, siracusano da record 2500 anni fa

Siracusa è sempre stata rappresentata alle Olimpiadi in maniera particolarmente importante, basti pensare, nel corso dell’ultimo decennio, a personaggi che hanno scritto la storia della pallanuoto. Si tratta di colui che è stato commissario tecnico della Nazionale italiana, ovvero Sandro Campagna, ma anche un componente di uno dei “Settebello” più forti mai visti in Nazionale, ovvero Valentino Gallo.

Vincere alle Olimpiadi non è mai facile, anzi è un’emozione impressionante, che non si può più dimenticare per tutta la vita. Un risultato che non è affatto scontato, come ben sanno tutti gli appassionati di scommesse e casino online slot, visto che tante volte pronostici che sembravano ormai certi sono stati completamente ribaltati da atleti che nemmeno era stati presi in considerazione inizialmente.

Astylo, siracusano da record 2500 anni fa

La storia delle Olimpiadi, però, ha un legame molto stretto e forte con la città e gli atleti nativi di Siracusa. Scendendo un po’ più nei dettagli, è impossibile non ricordare il percorso che è stato fatto da parte di Astylo, che fu in grado di trionfare in ben tre edizioni di fila dei Giochi Olimpici.

In quel periodo, tra l’altro, si prendeva parte ai Giochi rappresentando le proprie città. Ebbene, Astylo, in quell’occasione decise di concorrere per due differenti città. Si tratta di Crotone, la città in cui era nato, ma anche Siracusa. Il motivo? Molto semplice, visto che il tiranno Gerone I gli diede la cittadinanza proprio per partecipare alle Olimpiadi nella speranza di poter tenere alto il nome di Siracusa.

Le Olimpiadi dell’antichità

Ci troviamo in Grecia, a Olimpia, nell’anno 484 a.C.: ci sono “solo” 2500 di distanza rispetto ai nostri tempi. Anche in quel periodo della storia, agosto era un mese in cui le temperature salivano notevolmente e il caldo rendeva molto difficile la vita degli atleti. La gara più importante dei Giochi Olimpici era da poco terminata: una corsa che veniva considerata come quella “regina” di un simile evento.

Nello stadio, infatti, si svolgeva la corsa di 192 metri di corsa veloce, che corrispondono sostanzialmente ai 100 e 200 metri in rettilineo. Dopo che gli “ellanodici” controllarono che la prova si fosse svolta in modo regolare, ecco che venne dato finalmente un annuncio importante, ovvero dell’atleta che si portò a casa la vittoria.

Ebbene, si trattava proprio di Astylos, colui che rappresentava Siracusa. Tra i tifosi presenti sugli spalti c’era un sentimento di grande stupore e ammirazione, nei confronti di un atleta che solamente quattro anni prima era riuscito a trionfare nella medesima corsa e sullo stesso rettilineo, rappresentando però la città di Crotone.

Un velocista fortissimo, che riuscì a raggiungere un’impresa eccezionale, ovvero quella di vincere per due volte di fila la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici. Il mito racconta che questo cambio di città rappresentata avvenne dietro un ordine ben preciso da parte del tiranno Gerone I, che volle gloria e successi per la città di Siracusa.

Pare che Gerone I riuscì a convincere Astylos a lasciare Crotone per Siracusa, con l’unico sistema su cui poteva puntare, ovvero i soldi. Una cifra molto alta per l’epoca, che si aggiungeva a una serie di ulteriori benefici esclusivamente a lui dedicati. Astylos, facendosi ingolosire da una somma di denaro così elevata, finì per accettare una simile proposta. Come si può facilmente intuire, questa scelta portò una notevole rabbia tra i suoi ex concittadini. A Crotone, infatti, ci fu una sorta di tumulto popolare nei confronti di Astylos. Basti pensare che la casa del ben noto velocista diventò a tutti gli effetti una prigione e la sua immagine, che era stata eretta all’interno del tempio di Era Lacinia, venne rovesciata completamente.


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