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Siracusa, emergenza Covid. La Cgil ai colossi del petrolchimico: “facciano la propria parte”

Il segretario provinciale Roberto Alosi chiede alle grandi committenti multinazionali e nazionali del polo Petrolchimico un contributo per il sistema sanitario

Dare un segno concreto di solidarietà al territorio, in un momento di grave difficoltà sanitaria dovuta al Covid 19 e lo si faccia a partire dall’Eni, colosso petrolchimico a partecipazione statale“. A chiederlo è Roberto Alosi segretario generale della Cgil di Siracusa che chiede alle grandi committenti multinazionali e nazionali del polo Petrolchimico (Eni, Lukoil, Sonatrach, Sasol, Air Liquide) di fare la propria parte in questa delicata fase condizionata dall’emergenza sanitaria da Covid, contribuendo “in modo significativo e con donazioni adeguate – precisa Alosi”  a tutelare e preservare lo stesso territorio dal quale per decenni hanno tratto enormi profitti.

Sarebbe un bel segnale che andrebbe nella direzione, finalmente, della necessaria ricucitura del rapporto fra industria e territorio – spiega il segretario Cgil – soprattutto in un momento di massima apprensione per la salute di tutta la nostra comunità. La capacità economica di Eni, Lukoil, Sonatrach, Sasol e Air Liquide potrebbe nel nostro territorio fare la differenza nel contrasto all’impennata dei contagi e consentire con la massima rapidità l’allestimento di strutture sanitarie aggiuntive a quelle esistenti in grado di accogliere, curare e tutelare al meglio la salute di tutti”. È bene ricordare che i colossi del petrolchimico siracusano nell’aprile scorso hanno già dato un contributo all’Asp di Siracusa con la fornitura di apparecchiature in emergenza per il trattamento intensivo dei malati Covd-19. Nello specifico sono stati donati 12 monitor multiparametrici e 3 centrali di monitoraggio, attrezzature che consentiranno l’attivazione di 12 posti letto per Covid critici.

Per il segretario della Cgil una nuova donazione da parte dei colossi industriali sarebbe la dimostrazione di una sensibilità ambientale e sociale richiesta all’intero apparato industriale siracusano “che accogliendola – ancora Alosi – dimostrerebbe la capacità di leggere, interpretare e rispondere alle attuali esigenze di tutela sanitaria di tutta una comunità. Si tratta di un gesto di solidarietà collettiva nell’interesse reciproco di tutti, a partire dalle stesse aziende, che testimonierebbe un cambio di passo significativo nella complessa e articolata relazione fra industria, ambiente, salute e territorio”.


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