Sono 418 le firme raccolte oggi, 8 luglio 2026, dai residenti dei quartieri Epipoli e Pizzuta nell’ambito di una petizione popolare che punta a rafforzare la prevenzione incendi in una delle aree più esposte della città di Siracusa.
L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione dei cittadini per una situazione definita di “emergenza cronica”, causata dalla presenza di terreni incolti, vegetazione secca e aree abbandonate che circondano abitazioni e infrastrutture. La raccolta firme è stata indirizzata al Comune di Siracusa, alla Prefettura, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile, con l’obiettivo di ottenere interventi strutturali e misure preventive permanenti.
Nel documento vengono ricordati i numerosi incendi che negli ultimi anni hanno interessato la zona. Tra gli episodi più gravi, quello del luglio 2023 in viale Epipoli, quando un vasto rogo distrusse una concessionaria, danneggiò una pizzeria e diverse abitazioni e minacciò un distributore di carburante, rendendo necessarie evacuazioni e interventi di emergenza. La petizione richiama inoltre gli incendi verificatisi nel 2025, 2022, 2021, 2019, 2017 e 2014, a testimonianza di un problema che si ripresenta puntualmente ogni estate.
Secondo i promotori, molte delle aree a rischio continuano a rimanere prive di manutenzione nonostante le ripetute segnalazioni inviate agli enti competenti. A complicare ulteriormente la situazione vi sarebbe la frammentazione delle proprietà tra soggetti pubblici e privati, spesso difficili da individuare, e la mancanza di una programmazione costante delle opere di prevenzione.
Attraverso la petizione, i cittadini chiedono sei interventi prioritari: la mappatura delle aree ad alto rischio incendio, la pulizia urgente dei terreni incolti, la realizzazione di fasce tagliafuoco almeno due volte l’anno, un maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti, l’adozione di un piano permanente di prevenzione incendi e l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga anche i rappresentanti dei residenti.
I firmatari sottolineano come la tutela dell’incolumità pubblica e delle abitazioni non possa essere affidata esclusivamente agli interventi di emergenza, ma richieda una strategia preventiva stabile e condivisa, capace di ridurre concretamente il rischio di nuovi roghi nei quartieri Epipoli e Pizzuta.