In tendenza

Siracusa, falle ed errori nella strategia comunicativa dell’Asp: e dopo l’infermiere e Report, domani c’è L’Arena di Giletti

Abbiamo più volte chiesto al direttore un'intervista in diretta, senza tagli, per rispondere a tutte le domande. Anche quelle che spesso rivolgono a noi i lettori. Un modo per azzerare gli errori del passato. Ma si è rifiutato

É una strana strategia di comunicazione, quella dell’Asp. Perché gli errori si commettono, ma è questa mancanza di trasparenza nei confronti del cittadino che fa perdere la fiducia nei confronti della sanità. I sindacati hanno cominciato subito a denunciare le storture del sistema ospedaliero, prima di ingaggiare una lotta senza quartiere contro i vertici dell’azienda alzando il grado di paura con annunci di presunti focolai ovunque.

Hanno sollevato dubbi più che legittimi sulla carenza di dispositivi di protezione individuale, su alcune direttive che oggi sembrano paradossali (come l’ordine di non indossare mascherine), su decisioni evidentemente sbagliate (la convivenza di pazienti in attesa di esito del tampone con altri che si recavano al Pronto soccorso)… tutti errori che oggi si stanno pagando in termini di operatori sanitari positivi.

Errori che si aggiungono ad altri, tant’è che solo oggi si stanno avviando corsi di formazione su “vestizione e svestizione”. Sembra una barzelletta, ma non è così: i chirurghi sono ben abituati a operazioni di disinfezione costante, lo sono meno invece infermieri e medici in reparti meno d’urgenza. E qui arrivano gli errori dell’Asp, che invece di ammettere subito alcune scelte rivelatesi sbagliate facendo mea culpa e provvedendo alla soluzione (come sta facendo in questi giorni) ha scelto di chiudersi. E combattere contro un nemico chiamato città.

Del suicidio mediatico con la smentita dell’infermiere mascherato si è già detto tanto. Una scelta comunicativa notturna, affrettata e probabilmente non troppo ponderata che ha messo in dubbio ogni successiva smentita o precisazione dell’azienda. E il video girato successivamente con i medici che illustravano i percorsi in Pronto soccorso è sembrato quasi più assurdo che altro. A maggior ragione dopo il secondo suicidio mediatico: l’intervista rilasciata a Report in cui il Dg Ficarra ha deciso di lasciare l’empatia a casa per lamentarsi poi con i tagli operati dalla trasmissione a fronte di 45 minuti di girato.

Abbiamo più volte chiesto al direttore un’intervista in diretta, senza tagli, per rispondere a tutte le domande. Anche quelle che spesso rivolgono a noi i lettori. Un modo per azzerare gli errori del passato. Ma si è rifiutato. E continua a rifiutarsi. E ha deciso di rilasciare comunicazioni unidirezionali senza rispondere ad alcuna domanda. Ha provato ad avviare il report quotidiano dei dati relativi all’epidemia, ieri il report è saltato. Al decimo giorno. E in genere viene pubblicato la sera tardi o la notte. Chiediamo di conoscere il numero dei sanitari positivi al covid19, ma nulla.

Chiediamo di conoscere provenienza ed età dei deceduti (non altro). E niente. Proviamo a chiedere anche un riscontro immediato alle denunce dei sindacati. Nessuna risposta. E quindi adesso la direzione Asp sembra un pugile che continua a incassare mentre il pubblico attorno spera nel ko tecnico. E invece, in questo modo, ad andare ko è la fiducia. Ci ha provato il primario di cardiologia, Marco Contarini, a spiegare agli utenti di non sottovalutare eventuali rischi cardiaci e di farsi curare. Ma è sembrato più un tentativo isolato. A pagare finora è stato il direttore dell’ospedale Giuseppe D’Aquila, capro espiatorio, ma l’Asp non ha mai confermato fino a ieri, quando con una nota ha dato molto per scontato.

E sempre ieri l’ultimo suicidio mediatico: il Dg (invece di annunciare i tamponi negativi all’ospedale Di Maria di Avola dopo le critiche continuative ricevute) annuncia querela al promotore della raccolta firme, Peppe Patti, e chiede di conoscere tutti i firmatari. Un’altra scelta che ha scatenato le ire della “piazza” (social). E domani a L’Arena di Giletti si prevede un’altra ecatombe comunicativa.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo