Fallisce anche il quarto tentativo di esecuzione del provvedimento disposto dal Tribunale per i Minorenni di Catania che prevede il percorso di ricongiungimento tra una bambina di 7 anni e la madre biologica. Anche questa mattina la minore ha rifiutato di lasciare l’auto della famiglia ex affidataria (allo stato, in vista di adozione) con cui vive da ormai quattro anni, impedendo di fatto l’avvio della procedura prevista.
La convocazione era stata fissata nuovamente nei locali degli uffici dei Servizi sociali del Comune di Siracusa. Come già avvenuto nelle precedenti occasioni, l’auto con a bordo la bambina è stata fatta parcheggiare davanti all’ingresso della struttura. Ma oggi, a differenza delle precedenti volte il cancello esterno è stato chiuso e sul posto erano presenti agenti della Polizia di Stato e della Polizia municipale per garantire lo svolgimento delle operazioni.
Secondo quanto appreso era stato preparato anche un borsone con gli effetti personali e la biancheria della piccola, come previsto dalle indicazioni contenute nella comunicazione notificata agli ex affidatari.
Anche questa volta, però, ogni tentativo di convincere la piccola a scendere dall’auto si è rivelato inutile. Per circa un’ora e mezza la bambina avrebbe manifestato con fermezza e urlato la propria volontà di non lasciare l’attuale contesto familiare, chiedendo di tornare a casa. Alla fine la dirigente dei Servizi sociali ha deciso di interrompere le operazioni e rinviare nuovamente tutto.
L’episodio di oggi arriva un mese dopo i primi tentativi avviati l’11 aprile scorso, quando la vicenda aveva iniziato ad assumere contorni sempre più complessi. Già allora, per tre giorni consecutivi, ogni procedura si era conclusa con un nulla di fatto. In tutte le occasioni la bambina aveva rifiutato di scendere dall’auto davanti agli uffici dei Servizi sociali o negli altri luoghi individuati per l’esecuzione del provvedimento.
La vicenda ruota attorno alla decisione del Tribunale per i Minorenni di Catania che ha disposto un percorso di riavvicinamento con la madre biologica attraverso il trasferimento della minore in una famiglia ponte, limitando nel frattempo i contatti con l’attuale nucleo, ormai ex affidatario.
La vicenda, nel frattempo, è arrivata anche nelle sedi istituzionali. Sul caso sono state infatti presentate interrogazioni e atti parlamentari sia a livello regionale sia nazionale, con i deputati Davide Faraone e Matteo Richetti e la senatrice Daniela Ternullo che attendono risposte.
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