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Siracusa ferma al 102° posto su 107 nella Qualità della Vita

Peggio fanno soltanto Agrigento (103°) e Caltanissetta (107°), mentre Catania si posiziona al 100° posto

Siracusa resta ferma al 102° posto su 107 nella Qualità della Vita 2025 elaborata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. Un risultato che conferma la stagnazione della provincia e la sua permanenza nella fascia critica della graduatoria nazionale, senza alcuna variazione positiva rispetto all’anno precedente.

Il dato, evidenziato anche sul portale ufficiale qualitadellavita.italiaoggi.it, mostra con chiarezza un quadro immobile: gli indicatori complessivi non registrano alcun miglioramento strutturale, né nell’ambito dei servizi, né nella competitività economica, né nelle condizioni sociali. Siracusa rimane quindi tra i territori italiani con una qualità della vita considerata “insufficiente”.

All’interno del contesto regionale, Siracusa si colloca nella parte più fragile della classifica. Peggio fanno soltanto Agrigento (103°) e Caltanissetta (107°), mentre Catania si posiziona al 100° posto, dunque solo due gradini più in alto.

Va meglio per Palermo (99°) ed Enna (96°). A guidare l’isola è nuovamente Ragusa, che sale al 78° posto, mostrando una tendenza al recupero non riscontrabile nelle province più penalizzate.

La differenza tra i territori siciliani resta ampia e racconta una regione divisa: da un lato i distretti che mostrano una, seppur lenta, crescita nei servizi e nell’attrattività; dall’altro aree come Siracusa che faticano a invertire la rotta.

Il punteggio fermo rispetto al 2024 è l’indicatore più eloquente: Siracusa non migliora perché non riesce a incidere sui suoi principali punti di debolezza.

Tra questi emergono mercato del lavoro poco dinamico, con scarse opportunità soprattutto per i giovani; livelli di sicurezza inferiori alla media nazionale, con indicatori critici su microcriminalità e incidenti; servizi sociali insufficienti, in termini di accesso, infrastrutture e investimenti; capacità attrattiva limitata, che frena la crescita economica e la nascita di nuove imprese.

La stessa indagine mostra invece piccoli segnali positivi nella qualità dell’ambiente, nel sistema salute e nel reddito medio, ma si tratta di passi avanti troppo deboli per influire in modo significativo sul posizionamento complessivo.

Il quadro nazionale: Milano ancora in testa

A livello italiano, la classifica 2025 vede Milano tornare al primo posto grazie alla solidità economica, alla dotazione dei servizi e alla gestione delle infrastrutture, pur rimanendo ultima nella categoria “reati e sicurezza”. Seguono Bolzano, Bologna, Firenze e Monza-Brianza.

In coda si confermano Crotone, Reggio Calabria e Caltanissetta, confermando un divario ormai strutturale tra Nord e Sud.

Un Sud che non riesce a colmare la distanza

Il quadro complessivo parla chiaro: nel Mezzogiorno soltanto L’Aquila rientra nel cluster delle province con qualità della vita accettabile. Tutte le altre restano in coda, con una concentrazione di criticità che riguarda economia, infrastrutture, sicurezza sociale e servizi.

In questo scenario, Siracusa rappresenta una delle province che più fatica a migliorare: non arretra, ma non avanza. Una staticità che pesa quanto un peggioramento, perché racconta una difficoltà radicata e non contingente.


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