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Siracusa, Ferrarini si tira fuori dalla corsa a sindaco e saluta il Pd: “buon cammino”

Il preside del Fermi, Antonio Ferrarini, si tira fuori dalla competizione politica. Il dirigente scolastico sembra non aver gradito le incertezze sulla sua candidatura a sindaco da parte del Partito Democratico che ieri avrebbe dovuto dare la famosa “fumata bianca” sul suo nome. Cosa che però non è avvenuta, visto che i “Dem” hanno deciso di prendere altro tempo per “scegliere assieme agli alleati, con criteri e modalità condivisi, e nel più breve tempo possibile, quale sindaco e quale squadra di assessori saranno capaci di mobilitare al massimo grado l’entusiasmo dei rispettivi elettorati di riferimento e, ove possibile, di allargare il consenso anche ad altre realtà civiche”.

Un rimpallo che di fatto non è stato gradito sia dai “compagni” di coalizione, a partire dal Movimento 5 Stelle, sia dallo stesso Ferrarini che, con una nota dai toni molto garbati, intende fare un passo indietro (probabilmente definitivo) dalla possibile candidatura a sindaco.

Apprendo dal vostro articolo di non essere più il potenziale candidato alla carica di sindaco della città di Siracusa – dice il dirigente scolastico -. Non ho mai rilasciato alcuna dichiarazione ma adesso si rende necessaria.”

Lo stesso Ferrarini ricorda come nei primi di marzo alcuni esponenti appartenenti al M5S, L&C, Art 1, Sinistra Italiana, Cento passi ed anche del Partito Democratico lo avessero contattato per una eventuale disponibilità alla candidatura in qualità di sindaco.

La proposta – spiega – traeva origine da una coalizione di donne ed uomini con valori ricadenti nel centrosinistra che avendo aperto un tavolo programmatico di  obiettivi condivisi, aveva identificato alcune personalità (donne ed uomini) che avrebbero potuto ben rappresentare quei valori tra cui il sottoscritto. Ho risposto che, nonostante il mio impegno pervasivo all’ITI Fermi ed al servizio di questa istituzione formativa, se una comunità di donne ed uomini appartenenti a forze politiche diverse premetteva il servizio alla collettività ai propri interessi personali o alla spasmodica ricerca della propria identità politica avrei difficilmente potuto declinare l’invito”.

Il dirigente scolastico precisa inoltre come al tempo non gli fossero mai stati fatti i nomi degli altri potenziali rappresentanti “e quando ne sono venuto a conoscenza – prosegue – sono rimasto onorato di essere in quella lista. Purtuttavia ho chiarito di essere un uomo libero e non condizionabile o manipolabile e che solo un altissima comunione di valori (che hanno fatto parte della mia vita umana e professionale da sempre) avrebbe potuto distogliermi dal mio ruolo attuale ma che per essere veramente tale qualunque delle figure individuate doveva ricevere un sostegno unanime senza eccezione alcuna”.

Insomma, il preside del Fermi a chiare lettere avrebbe chiesto alla coalizione una convergenza totale, senza alcuna frizione o forzatura sul suo nome. O ancora, essere il candidato di una sola parte della coalizione. E la fumata grigia di ieri del Pd è stata colta dal dirigente scolastico proprio come mancanza di convergenza sulla sua candidatura. “Non conosco le valutazioni fatte sugli altri candidati – conclude il dirigente scolastico del Fermi – ma prendo atto che una parte del Partito Democratico (al contrario della volontà unanime di tutte le altre forze della coalizione) ha espresso sul sottoscritto dubbi e perplessità. Questo è sufficiente a rendere l’invito che mi è stato proposto assolutamente declinabile. Auspico che quella coalizione di valori trovi una donna od un uomo meritevoli del loro progetto  ed auguro a tutti coloro che  mi hanno contattato “Buon Cammino”.


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