Si è svolta lo scorso 15 aprile, al Grand Hotel Alfeo di Siracusa, la conferenza dal titolo “La salute come equilibrio dinamico – Dalla terapia del dolore alla medicina rigenerativa”, un appuntamento che ha richiamato professionisti, associazioni e rappresentanti istituzionali per riflettere su nuove prospettive della medicina contemporanea.
L’iniziativa è stata promossa da Fildis Siracusa, presieduta da Giulietta Irene Gionfriddo, che ha anche moderato l’incontro, in collaborazione con il Lions Club Archimede Siracusa guidato da Tony Gulino. Presenti numerosi ospiti di rilievo, tra cui la presidente nazionale Fildis Mariella Ubbriaco, il past governatore del Distretto Lions 108Yb Sicilia Franco Cirillo e rappresentanti del mondo sanitario e associativo del territorio.
Al centro del dibattito, il ruolo della medicina rigenerativa, sempre più orientata non solo al trattamento dei sintomi ma alla riattivazione delle capacità intrinseche dell’organismo. Un approccio che, come sottolineato nel corso degli interventi, punta a migliorare la qualità della vita e a promuovere un invecchiamento attivo e consapevole.
Ad aprire la sessione scientifica è stata Lia Contrino, specialista in Igiene e Medicina preventiva e vicepresidente di Fildis Siracusa, che ha evidenziato come la medicina rigenerativa rappresenti una nuova frontiera, capace di intervenire sui meccanismi biologici dell’invecchiamento. “Non si tratta solo di allungare la vita – ha spiegato – ma di migliorarne la qualità, attraverso protocolli personalizzati e una visione globale della persona”. Centrale, secondo Contrino, il tema della responsabilità individuale, con stili di vita corretti, alimentazione equilibrata e relazioni sociali sane come fattori determinanti per la longevità.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla terapia del dolore, con l’intervento di Marilina Schembari, specialista con lunga esperienza nel settore. “Il dolore cronico riguarda una parte significativa della popolazione ed è a tutti gli effetti una patologia – ha sottolineato –. Oggi è riconosciuto il diritto a non soffrire, ma resta fondamentale un approccio multidisciplinare che tenga conto non solo dell’aspetto fisico, ma anche di quello psicologico e relazionale del paziente”.
Schembari ha inoltre evidenziato i limiti di alcune terapie tradizionali e la crescente attenzione verso trattamenti innovativi, tra cui quelli riconducibili alla medicina rigenerativa, che mirano a ristabilire l’equilibrio tra sistema nervoso, immunitario e stato infiammatorio dell’organismo.
A chiudere i lavori è stato Alfio Cimino, responsabile della Geriatria dell’ospedale Umberto I, che ha posto l’accento sui cambiamenti demografici in atto. “Siamo di fronte a una società che invecchia rapidamente – ha dichiarato – e che richiede un nuovo modello di assistenza. L’anziano di oggi è attivo e partecipe e necessita di un approccio integrato, capace di coniugare cure efficaci e qualità della vita”.
La conferenza ha rappresentato un momento di confronto tra discipline diverse, evidenziando come la medicina del futuro debba sempre più orientarsi verso modelli integrati e personalizzati, in cui il paziente diventa protagonista attivo del proprio percorso di cura.
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