L’esperienza congiunta dei due progetti “Gardmed” e “The HUB”, attivi dal 2011 nelle province di Siracusa, Ragusa ed Agrigento, coordinati dall’Università di Catania e che hanno nel Comune di Siracusa il loro ambito di maggiore, attuazione servirà da spunto all’incontro “Parco de La Favorita, costo o risorsa?” in programma domani, sabato 20 ottobre, alle 16, alla Fiera “Fà la cosa giusta, Sicilia”, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo- Spazio Perriera.
“L’esperienza siracusana diventa momento di riflessione per un argomento che da decenni infervora i palermitani da sempre legati al loro gioiello verde e allo stesso tempo preoccupati della sua condizione di degrado. Ringrazio l’assessore alla Viabilità del Comune capoluogo, Giuseppe Barbera, per l’opportunità offerta”. Lo dichiara il sindaco, Roberto Visentin che aggiunge: “Progetti come Gardmed ed Hub creano e rafforzano reti internazionali, oltre ad attivare collaborazioni regionali che da Catania vanno a Palermo, trasferendo competenze e sostenendo processi virtuosi in tutta la Sicilia”.
Durante l’incontro sarà coordinato un “Open Space Technology”, ovvero una conversazione collettiva e strutturata che coinvolgerà attivamente tutti i partecipanti. Il pubblico potrà proporre i propri argomenti di discussione connessi al tema generale dell’incontro e gli approfondimenti specifici verranno stabiliti durante i lavori della giornata da tutti coloro che sono interessati al tema, che li tratteranno prima in piccoli gruppi e poi in sessione plenaria.
“Gli interventi su Palermo sono il risultato di un’intensa esperienza maturata da un anno e mezzo di lavoro a Siracusa. Villa Reimann, e l’ex convento di Via Mirabella, ad Ortigia, sono i primi luoghi di sperimentazione dei due progetti che con studi, attività e interventi fisici stanno ponendo nuove basi per accompagnare la città verso un modello più partecipato di gestione dei beni pubblici”. Lo dichiara Mariella Muti, assessore alle Politiche giovanili che aggiunge: “I due progetti stanno risvegliando l’interesse e la voglia di fare nella prospettiva già tracciata da “Smarter City” di Ibm, con un’atttività di rete, di dialogo e di connessione delle risorse territoriali”.
