fbpx

Fase 3: “Sicilia SiCura”, arriva il Protocollo sanitario

Siracusa, Gennuso presenta un nuovo ricorso in Cassazione contro il patteggiamento

Finora la pena patteggiata a un anno e due mesi è stata confermata

L’avvocato Carlo Taormina, difensore del deputato regionale Pippo Gennuso, lo aveva annunciato lo scorso mese, dopo aver ricevuto lo stop dalla Suprema Corte sul patteggiamento. Il legale aveva detto di voler presentare ricorso straordinario ex articolo 625 bis (per errore materiale o di fatto) per non aver ricevuto la notifica dell’udienza.

Gennuso chiede il proscioglimento perchè il reato, dice, non è stato mai commesso. Ma per i giudici mancano i presupposti per accogliere l’istanza presentata dal parlamentare (Gennuso ha sempre negato che quei soldi sarebbero serviti per pagare il giudice ma sarebbero stati messi a disposizione dell’avvocato Giuseppe Calafiore per attività di lobbying), quindi la pena patteggiata a un anno e due mesi è stata confermata.

Oltre a Gennuso avevano patteggiato anche l’ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana, Raffaele Maria De Lipsis e l’ex magistrato della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso che hanno avuto 2 anni e mezzo. La Procura contestava a entrambi l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Nei confronti di un altro magistrato, Nicola Russo, ha chiesto il rito ordinario e il processo è ancora nelle fasi iniziali.

Il rischio per Gennuso, al momento, è di decadere dal ruolo di deputato all’Ars anche se il legale lo ritiene “improbabile” e “impugnabile”. Sia perché dovrebbe essere il prefetto a indicare il provvedimento all’Assemblea regionale (e ad oggi è oggetto di ricorso straordinario) sia perché secondo l’avvocato Taormina il reato riconosciuto non rientrerebbe nella fattispecie della legge Severino. E quindi non sarebbe passibile di decadenza. Questa mossa consentirà al parlamentare di restare ancora un altro po’ all’Ars. In attesa dell’evolversi delle cose.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo