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Siracusa, Granata tende la mano a Sgarbi e lancia una proposta sul Seppellimento di Santa Lucia

Effettuare a Siracusa il restauro del quadro, rendendo il tutto visibile al pubblico per poi prestarlo al Mart di Rovereto come chiesto da Sgarbi

Seppellimento di Santa Lucia, c’è l’intesa. Prima il restauro “evento”, poi il prestito. Questa sembra la soluzione trovata per placare le polemiche delle ultime settimane nate dopo la richiesta da Vittorio Sgarbi che vorrebbe esporre il quadro del Caravaggio a Rovereto (Trento), in occasione di una mostra durante la quale saranno esposte anche opere di Alberto Burri, con l’obiettivo di fare dialogare più mondi: passato e presente, Nord e Sud. Il tutto in cambio di un finanziamento di 350mila euro per il restauro dell’opera e la creazione di una teca ad hoc per la sua conservazione.

Una querelle che ha visto il noto critico d’arte e Parlamentare inveire, a volte anche con toni accesi, chiunque abbia sollevato perplessità sul trasferimento, seppur temporaneo. E non erano in pochi: dal professor Paolo Giansiracusa, a Giovanni Cafeo, passando per il sindaco di Siracusa, Francesco Italia e l’assessore alla Cultura, Fabio Granata.

Proprio quest’ultimo però sembra aver teso la mano al vecchio amico Sgarbi, portando avanti una soluzione-mediazione che potrebbe accontentare tutti. “Faccio una premessa di metodo – dice Granata -: attraversando
una stagione delicata e particolare, ho una idiosincrasia assoluta per le discussioni inutili e strumentali. Non desidero quindi partecipare a una polemica diventata ormai insopportabile esercitazione retorica per tanti che non conoscono nulla dei termini reali della questione “Caravaggio”.

L’assessore comunale alla Cultura ammette di essere d’accordo con Vittorio Sgarbi sull’opportunità di un ritorno del prezioso dipinto a Santa Lucia fuori le Mura al Borgo Santa Lucia, “progetto in nome del quale disposi da assessore regionale ai Beni Culturali il trasferimento dalla Galleria Bellomo finalizzato al suo ultimo restauro e a una Mostra importantissima, prima del trasferimento che poi avvenne nella Chiesa per la quale l’opera era stata “commissionata” dal Senato Siracusano. Sulle modalità espositive per contribuire alla rinascita di quella parte della Città ci sarà tempo per discutere con tanti addetti ai lavori come il prof. Paolo Giansiracusa.”

E per cercare di superare il pantano delle polemiche ecco che Granata avanza una proposta a Sgarbi: il restauro, finanziato dal Mart, venga fatto a Siracusa con un “evento aperto” ai cittadini e ai viaggiatori e di fortissima suggestione. Insomma, l’idea è quella di tenere a Siracusa il dipinto per il restauro, rendendo quest’ultimo un vero e proprio evento mediatico e fruibile al pubblico che ne potrà seguire lo stato di avanzamento, per poi “prestarlo” al Mart in tutto il suo splendore.

Subito dopo – spiega Granata – messo in sicurezza il dipinto, lo si potrà trasportare, previo parere favorevole dei tecnici competenti degli Istituti nazionali di restauro nazionale e regionale, alla Mostra del Mart, avendo in cambio dalla prestigiosa istituzione museale, magistralmente diretta da Vittorio Sgarbi, uno o più capolavori di arte moderna della ricchissima collezione del Museo Trentino, che comprende capolavori inestimabili da Balla a Boccioni, con i quali allestire in contemporanea un evento espositivo a Siracusa in grado di “allungare” la stagione turistica e culturale fino a dicembre con un forte richiamo, liberando contestualmente e finalmente il capolavoro di Deodato Guinaccia nella splendida Chiesa di Santa Lucia alla Badia. Ritengo questa soluzione praticabile ed equilibrata


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