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Siracusa, i centri commerciali nell’era post Covid 19: termoscanner, distanze e vaporella per sanificare gli abiti

Il timore più grande oggi, rispetto al passato, è il contatto con l'altro

Nell’era post Covid 19 i centri commerciali, da sempre luoghi di aggregazione, relax, e compere spesso “spensierate”, hanno un nuovo volto. Termoscanner, ingressi contingentati, luoghi comuni delimitati da nastri per garantire le distanze di sicurezza, mascherine e gel igienizzanti davanti ai negozi sono solo alcune dei provvedimenti messi in atto.

All’interno delle attività commerciali nulla è come prima, la normalità è scandita da un abito sanificato dopo la prova e dalle continue precauzioni da adottare dentro e fuori dai camerini.

Non tutti i negozi permettono la prova degli indumenti. Qualcuno ha deciso di chiudere definitivamente i camerini, altri si sono impegnati in controlli continui e disinfezioni dei capi con vaporella ad hoc che raggiungono altissime temperature.

Davanti a ogni negozio nastri rossi delimitano le distanze per fare la coda mentre si aspetta il proprio turno per entrare. Nei negozi di scarpe la prova è possibile, ma solo con calzini usa e getta per evitare qualsiasi contatto fisico. Spesso si predilige il pagamento con bancomat.

Dalla Regione siciliana, intanto, si comincia a pensare all’apertura anche domenicale: “L’opportunità di riaprire alcune attività commerciali nei giorni domenicali e festivi sarà valutata, nei prossimi giorni, con la necessaria attenzione. Ogni decisione, comunque, non potrà prescindere da un confronto con i vertici regionali delle organizzazioni di categoria e sindacali, fissato per martedì e giovedì della prossima settimana” – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Il centro commerciale è assolutamente un luogo sicuro” – commenta il direttore di un centro commerciale siracusano.

L’aria che si respira tra i corridoi della struttura è di serenità. La paura da un lato intimorisce, ma dall’altra parte la voglia di ripartire è più forte. Ma il timore più grande oggi, rispetto al passato, è il contatto con l’altro. Un contatto, un sussulto per un mondo che si evolve in fase post coronavirus e mai sarà più come prima.


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