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Attualità Rappresentazioni classiche

Siracusa, “I Persiani” conquistano il Teatro Greco: la guerra, il potere e l’attualità di Eschilo nella regia di Àlex Ollé

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I persiani di Eschilo

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Oltre 4.500 spettatori hanno accolto al Teatro Greco di Siracusa il debutto de I Persiani di Eschilo, terza produzione della 61ª Stagione delle Rappresentazioni Classiche della Fondazione INDA. Una prima particolarmente attesa, impreziosita anche dalla presenza tra il pubblico dell’attrice premio Oscar Helen Mirren.

La tragedia più antica giunta integralmente fino a noi torna così nel luogo in cui, secondo la tradizione, fu rappresentata dallo stesso Eschilo quasi 2.500 anni fa. Ma la lettura proposta dal regista catalano Àlex Ollé guarda con decisione al presente, trasformando il racconto della disfatta persiana dopo la battaglia di Salamina in una riflessione universale sugli effetti devastanti della guerra, sull’arroganza del potere e sui pericoli dell’autoritarismo.

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Al centro della scena domina un grande tavolo del potere, simbolo di una classe dirigente chiusa in sé stessa e incapace di comprendere le conseguenze delle proprie scelte. Attraverso l’utilizzo di telecamere e maxi-schermi, Ollé porta il pubblico dentro le emozioni e le sofferenze dei protagonisti, rendendo ancora più evidente il contrasto tra la distanza dei governanti e il dramma vissuto da chi subisce le conseguenze dei conflitti. “Il noi e il loro” come ha spiegato il Sovrintendente Inda, Daniele Pitteri, in diretta ai nostri microfoni proprio qualche istante prima che lo spettacolo prendesse inizio.

La tragedia racconta il crollo dell’impero di Serse attraverso lo sguardo di chi attende notizie dalla guerra. Non ci sono eroi vittoriosi, ma madri, anziani e cittadini che assistono impotenti alla rovina provocata dalla hybris, la tracotanza di chi si sente invincibile. Un messaggio che, a distanza di secoli, conserva una straordinaria attualità in un mondo ancora attraversato da guerre, tensioni internazionali e leadership sempre più inclini alla logica della forza.

Sul palco spiccano le interpretazioni di Anna Bonaiuto nel ruolo di Atossa, madre di Serse, di Massimo Nicolini nei panni del sovrano persiano, un intenso Giuseppe Sartori nei panni del messaggero e di Alessio Boni, che interpreta l’ombra del re Dario. Un cast che restituisce con intensità la dimensione umana della tragedia, trasformando il dolore della sconfitta in una denuncia contro ogni forma di guerra. Elementi di rottura, ma che evidenziano ulteriormente le macerie umane che lascia ogni conflitto sono i monologhi di una madre, di una moglie e di un giovane soldato che irrompono dal pubblico.

Mettere in scena oggi I Persiani significa restituire vitalità a un classico che continua a parlare al presente, affrontando temi come tensioni politiche, conflitti armati e ferite collettive – sono le parole del regista -. La rilettura contemporanea non tradisce Eschilo, ma ne amplifica la risonanza, rendendo il linguaggio e le immagini accessibili al pubblico odierno, in modo che gli interrogativi posti da Eschilo quasi 2500 anni fa continuino a interpellare la nostra coscienza. La tragedia viene interpretata come riflessione sull’illusione del potere perpetuo, incarnata da Atossa e Serse, desiderosi di prolungare l’egemonia imperiale di Dario. Questa tensione rivela come la volontà di rimanere sul trono, di proiettarsi oltre i limiti del proprio tempo, contenga il germe della rovina.”

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Giulio Perotti

Giulio Perotti

Giornalista pubblicista dal 2016 e veterano della redazione, dove scrive dal 2011: sport, cronaca, politica locale e ambiente. Consigliere nazionale Fnsi e delegato Assostampa Sicilia, è la memoria storica del giornale.

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