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Siracusa, i sindacati dei pensionati sul vaccino Covid: “non si perda altro tempo”

Il sindacato unitario dei pensionati avanza l’esigenza di un rapido rilancio del confronto con l’Asp provinciale, soprattutto con i Direttori dei Distretti Sanitari

Rilanciare il confronto con l’Asp provinciale e i direttori dei quattro distretti sanitari per la straordinaria emergenza sanitaria, assicurando cure specialistiche e prepararsi al piano vaccinale sul territorio. Questo il monito che le tre maggiori sigle sindacali dei pensionati lanciano all’azienda sanitaria provinciale

Bisogna fare presto – affermano i Segretari generali dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Valeria Tranchina, Vito Polizzi, Emanuele Sorrentino – perché stiamo assistendo ad una vera e propria strage degli anziani e delle persone più vulnerabili nel nostro Paese, una strage che rischia di acuirsi ulteriormente nelle prossime settimane per i ritardi nella messa in opera del piano vaccinale. Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza. Ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria anagrafica degli over 60 dove da inizio pandemia si concentra il 95,6% dei decessi”.

Per i tre sindacalisti  non si tratta solo di voler uscire rapidamente da questa situazione per tornare alla normalità, ma di lottare contro il tempo per salvare la vita degli anziani, da un anno considerati persone più esposte al rischio contagio e per questo “invitate” a limitare più degli altri la socialità.  E proprio in questi giorni il Governo ha rivisto il piano vaccinale e proprio nei prossimi giorni dovrebbe iniziare la vaccinazione delle fasce più “deboli” a partire dagli ospiti delle Rsa e over 80

Non importa che sia Pfizer, Moderna, Astrazeneca o che addirittura venga dalla Russia, serve che si faccia presto – affermano i sindacati – Per questo ci appelliamo con forza a tutte le autorità competenti perché facciano tutto il necessario e perché portino il nostro Paese fuori dall’emergenza in tempi rapidi. Ulteriori ritardi non sono più accettabili e bisogna lavorare ventre a terra per recuperare in fretta quelli già accumulati”.

Per Cgil, Cisl e Uil è necessario che si garantisca il diritto costituzionale alla salute di tutti i cittadini, prioritariamente attraverso il vaccino, ma apportando anche importanti investimenti nella medicina territoriale e nell’assistenza di prossimità, cambiamenti fondamentali come la telemedicina e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Da qui, per il sindacato unitario dei pensionati avanza l’esigenza di un rapido rilancio del confronto con l’Asp provinciale, soprattutto con i Direttori dei Distretti Sanitari, su temi che riguardano l’emergenza sanitaria, ma che trattino anche della assistenza sanitaria di prevenzione e di controllo, delle cure specialistiche e “salvavita”, degli interventi chirurgici e di quant’altro in questa fase si starebbe procrastinando nei confronti di chi è anziano, con patologie o a rischio.

Siamo convinti che serva confrontarsi per definire interventi correttivi dovuti ai ritardi nazionali – aggiungono ancora i tre segretari – Dai tagli alle dosi dei vaccini, al ritardo della fase 1 della vaccinazione. Ancora oggi non tutti gli operatori sanitari della provincia hanno avuto il completamento della seconda dose di vaccino, a questo si aggiunge che non si sia riusciti ad assumere totalmente il numero di operatori sanitari di sostegno a tale campagna di vaccinazione (infermieri, assistenti e medici) a causa delle assicurazioni obbligatorie necessarie agli stessi e alla individuazione delle agenzie del lavoro che faranno da tramite, così come alla necessità di coprire ancora con tale protezione tutti gli ospiti/pazienti delle Rsa e delle tante case di riposo.”

Dalla tempistica – continuano ancora Tranchina, Polizzi e Sorrentino – registriamo dai quotidiani nazionali e regionali che nella nostra Regione l’inizio della fase di vaccinazione, riguardante gli over80 (in totale pari a 320.000), è prevista verso fine febbraio inizi di marzo e che gli stessi dovranno prenotarsi per il vaccino online su una piattaforma informatica. Ci si è chiesti quanti di questi anziani sapranno farlo? Ci chiediamo anche se esista già una mappatura di chi autosufficiente potrà andare da solo a vaccinarsi, chi avrà bisogno di essere accompagnato o chi dovrà essere vaccinato a casa. E ci domandiamo anche quando si passerà alle altre categorie fragili come i malati di tumore, i cardiopatici, i disabili, i malati di alzheimer.”

Le tre categorie dei Pensionati di Cgil, Cisl, Uil, auspicando, a livello nazionale, che si trovino a breve modalità di produzione diversificate dei vaccini, anche con produzione italiana, lanciano l’invito alla individuazione di una più veloce distribuzione e alla organizzazione di una rete vaccinale territoriale capillare non solo “ospedalocentrica”, ma che punti ad ogni tipologia di struttura sanitaria oltreché al coinvolgimento straordinario – adeguatamente supportato – dei medici di medicina generale. Questi ultimi, infatti, rappresentano lo snodo centrale per garantire la immediata diffusione e somministrazione dei vaccini nei propri ambulatori, così da raggiungere anziani fragili, persone sole, non autosufficienti e disabili anche nelle località più lontane dai punti di vaccinazione già previsti.

Rendendoci disponibili oltreché al confronto anche ad azioni concrete di supporto utili alla rete di conoscenza di tale fascia di popolazione e alla individuazione di soluzioni condivise, – concludono Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino – chiediamo che siano impiegate per questo obiettivo tutte le forze disponibili. È urgente porre un argine alle morti che ogni giorno nel nostro territorio sono vittime della pandemia di coronavirus.”


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