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Siracusa, i tabaccai minacciano la serrata: “Noi servizio essenziale, no al Green Pass”

"Noi siamo un servizio essenziale tanto quanto il supermercato e quindi dobbiamo avere lo stesso trattamento. Non siamo solo rivenditori di sigarette"

Potrebbero chiudere le serrande i tabaccai di Siracusa e provincia per protestare contro l’obbligo di controllo del Green Pass dei clienti. Un’iniziativa annunciata a livello nazionale dalla Giunta Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai che interesserà anche il territorio aretuseo.

“Io e i miei colleghi siamo tutti d’accordo sulla necessità di farci sentire dal Governo nazionale”, dice Pietro Bongiovanni, consigliere provinciale Fit. Nessuna certezza sul giorno della protesta e sulla modalità. Si pensa a una serrata, una chiusura quindi che sicuramente creerà non pochi disagi.

“Noi siamo un servizio essenziale tanto quanto il supermercato – spiega Bongiovanni – e quindi dobbiamo avere lo stesso trattamento. Non siamo solo rivenditori di sigarette, ma oramai abbiamo tanti servizi essenziali tra cui il pagamento delle bollette, servizi bancari e altro ancora”.

Dalla Federazione nazionale, intanto, il presidente nazionale Giovanni Risso avverte: “Abbiamo avviato una trattativa con il Governo. In particolare, a breve incontreremo il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni”.

“Capiamo l’importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti – ha continuato Risso – Non ne facciamo quindi una questione di principio ma di buonsenso”.

“Buonsenso, sì, perché in tabaccheria entrano 13 milioni di italiani al giorno non solo per comprare le sigarette ma, soprattutto, per pagare le bollette, ritirare un pacco o comprare i biglietti dei bus locali. Clienti che già ora, con le regole attuali e date le ridotte dimensioni delle tabaccherie italiane, entrano uno alla volta, rispettando pazientemente il proprio turno. Come si può non immaginare il caos che l’obbligo di controllo del Green Pass porterà? Come si può non vedere che piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali ci si rivolgerà al mercato clandestino, in mano a chi certamente non è interessato al possesso del Green Pass? Come si può – insiste il Presidente Nazionale FIT – non tenere nella giusta considerazione il rischio cui si dovranno esporre i tabaccai uscendo dal bancone, spesso blindato per motivi di sicurezza?”.

“Le tabaccherie sono negozi di vicinato, presidiano il territorio su cui sono storicamente radicate ed i tabaccai tutti hanno assicurato, pur nell’infuriare della pandemia, durante il lockdown, servizi essenziali per tutti i cittadini. Un impegno, il nostro, che ora viene disconosciuto. Ma non ci stiamo, il nostro lavoro, il nostro senso di responsabilità devono essere tenuti in considerazione. Lo ribadiremo con assoluta determinazione al Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa che, ci auguriamo, comprenderà le nostre ragioni. Se così non fosse, se il Governo non ascoltasse la nostra voce, lo sciopero sarà inevitabile. Le tabaccherie – conclude Giovanni Risso – abbasseranno le saracinesche”.


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