Siracusa, Igm tende la mano al Comune: 10 milioni per sospendere i ricorsi al posto dei 24 “pendenti”

Il Comune ha ancora 10 giorni di tempo per decidere se accettare o meno, altrimenti i privati considereranno decaduta la proposta e si proseguirà con l'iter giudiziario al Cga

Dieci milioni di euro per chiudere il contenzioso. Questa la proposta che Igm, società che fino allo scorso anno ha gestito il servizio di igiene urbana, ha avanzato al Comune di Siracusa. Le due parti sono in causa al Cga, dopo che il Tar ha dato ragione alla società, con il privato che ha avanzato una richiesta nei confronti dell’ente quantificata in circa 24 milioni di euro.

Per evitare però ulteriori lungaggini giudiziarie e burocratiche, l’azienda nei giorni scorsi ha proposto quello che può essere visto come un “saldo e stralcio” per Palazzo Vermexio. Un modo per chiudere definitivamente qualsiasi pendenza. Nella richiesta, la società che si occupava in città del servizio di igiene urbana chiede 10 milioni oltre Iva, rendendosi disponibile a valutare e concordare con il Comune le modalità e i termini di pagamento.

L’impresa ricorda all’amministrazione che, nel caso in cui l’ente pubblico dovesse soccombere al Cga, quest’ultimo sarebbe costretto a pagare la somma stabilita dai giudici amministrativi entro e non oltre tre anni. Il che potrebbe voler dire un aumento notevole sulla Tari per saldare il debito. Insomma, Igm vuole tendere una mano al Comune ma la proposta ha un termine ben preciso: il 30 maggio. Se il Palazzo Vermexio entro fine mese non fornirà alcuna risposta, allora il privato riterrà decaduta la proposta e si andrà avanti con il contenzioso.

Una guerra a colpi di “carte bollate” che dura ormai da tempo, con la ricorrente che ha lamentato sempre il mancato adeguamento contrattuale da parte dell’ente una volta scaduto il contratto (2008), prorogato per anni. Nell’ultimo decennio il privato ha invano richiesto più volte l’aggiornamento periodico del canone per la variazione dei prezzi e l’ampliamento dei servizi dati in appalto.

Adesso, che i rapporti tra Igm e Comune sono definitivamente chiusi (almeno fino a prossima gara, in fase di pubblicazione), Igm chiede di ricevere quanto ritiene dovuto, così da destinare le somme alle spettanze residue dei lavoratori impiegati nello svolgimento dell’appalto e per pagare i fornitori che hanno collaborato nello svolgimento del servizio.


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