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Siracusa, il bar Maniace potrà riaprire: sì da Comune e Sovrintendenza al progetto modificato

La struttura dovrà essere abbassata di 50 centimetri

Il bar in piazza d’Armi al Castello Maniace potrà riaprire. Questo l’esito di una lunga vicenda cominciata nel lontano 2018 quando, a seguito delle concessioni ottenute dalla società Senza confine srl che gestisce l’esercizio commerciale, è stato innalzato quello che da parte del mondo della politica e dell’opinione pubblica è stato definito il “bar astronave”.

La critica maggiore in quel periodo era legata in particolare all’impatto visivo della struttura all’interno del contesto del Maniace. Da questa moltitudine di commenti, proteste e sit in che si alternarono davanti piazza d’Armi, partirono le ispezioni della Regione siciliana che portarono alla revoca dell’agibilità all’esercizio commerciale che, di contro, fece appello al Tar di Catania. La vicenda giudiziaria si è conclusa lo scorso gennaio 2020 con una sentenza che appurava alcune irregolarità nella realizzazione della struttura e imponeva alla società di abbassare la copertura ritenuta più alta rispetto al progetto iniziale.

Un problema risolto con la presentazione da parte della società di un secondo progetto, alla Sovrintendenza dei Beni culturali e al Comune, con un ribasso in altezza di circa 50 centimetri. A quest’ultimo documento, negli scorsi mesi, è arrivato il primo sì dalla Sovrintendenza e, proprio in queste ore, anche il Comune si sta adoperando per dare parere positivo alla struttura soddisfacendo le richieste del tribunale amministrativo che, seppure aveva accertato inesattezze anche sulla pedana aveva accolto la versione della società: “il progetto autorizzato, del resto, – si legge nella sentenza – comprendeva pur sempre una zavorra in cemento armato e l’averla posta in opera, potrebbe, al più, secondo lo stesso provvedimento impugnato, comportare solamente una diversa onerosità in fase di ripristino”.

Sentenza a parte, a oggi la società può dire di aver incassato due sì: prima dalla sovrintendenza e poi dal comune. Adesso bisognerà procedere con i lavori per abbassare di 50 cm il soffitto e poi quella struttura tanto chiacchierata potrà definirsi “in regola”. Anche se probabilmente quel bar continuerà a non piacere proprio agli stessi che hanno alimentato la polemica.


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