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Siracusa, il bluff al Vermexio. Italia, L&C e Pd al tavolo verde, tra ricandidature, patti civici e Pnrr

Al tavolo sono rimasti 3 giocatori, due hanno bluffato e ora si trovano costretti a mostrare le carte e – forse – spartirsi il piatto. Il terzo invece cerca di mandare tutto all’aria e vuole tornare a distribuire le carte

Al tavolo sono rimasti 3 giocatori, due hanno bluffato e ora si trovano costretti a mostrare le carte e – forse – spartirsi il piatto. Il terzo invece cerca di mandare tutto all’aria e vuole tornare a distribuire le carte. Ma il poker è un gioco particolare, devi essere bravo a dissimulare il punto in mano e in questo momento nessuno si trova in posizione di vantaggio. Il sindaco Francesco Italia è stato il primo a puntare le fiches sul piatto: “ricandidatura”.

Lo ha fatto tramite l’assessore più fedele – Fabio Granata – qualche mese fa. E Lealtà e Condivisione, a parole, ha subito detto che non è prioritario il suo nome in questo momento. Ad assistere il Pd che con il segretario provinciale Salvo Adorno e comunale Santino Romano continuano a gettare benzina sul fuoco. Un fuoco che arde anche dentro il Partito democratico, ma lì si sta giocando un’altra partita. Passano due mesi ed ecco un altro giro: “ricandidatura”, insiste il sindaco Italia che intanto cerca – ma non trova – nuovi alleati. E rischia di perdere quelli vecchi. L&C respinge il diktat e inizia a scoprire i mugugni al proprio interno. Un po’ quel che è successo al M5S in Italia (quarto incomodo in vista del 2023).

C’è infatti chi vuole cominciare a camminare con le proprie gambe ipotizzando la candidatura dell’assessore Carlo Gradenigo alle prossime Amministrative e chi – la maggior parte – non vuole voltare le spalle al terzo giocatore (il Pd) cercando di farlo tornare in partita e avere una coalizione in grado di competere con un centrodestra ancora confuso. Ma il bluff del sindaco, scoperto, cambia aspetto: “ricandidatura, sì, ma solo con un patto per la città che possa allargarsi ad altri” anche in considerazione dei fondi in arrivo dal Pnrr. Sullo sfondo resta la poltrona al secondo piano di palazzo Vermexio. Ma non è più “Francesco Italia o niente”.

Ed ecco che anche il bluff di Lealtà (a tempo) & Condivisione viene visto. E, spiega il presidente Giovanni Randazzo, considerata la “comune elaborazione, tra le forze politiche coinvolte, di programmi e obiettivi nei mesi a venire e salvo rimanendo l’eventuale concorde allargamento delle alleanze a supporto del relativo programma”, la questione sarà trattata mercoledì in assemblea. Le fiches del sindaco che in settimana nominerà la nuova Giunta (dovrebbero entrare solo Carbone e Firenze, Imbrò resterà ancora al proprio posto) sono sul tavolo, L&C dovrà sedare gli animi democratici al proprio interno. Ma, stavolta puntuale, arriva altra benzina dal segretario Pd Adorno che ritiene le dichiarazioni del sindaco Italia “una grande provocazione.

Se avesse voluto veramente rifondare un patto per la città avrebbe dovuto azzerare la giunta e ridiscutere tutto. Non solo non lo fa, ma continua ad ignorare che il Partito Democratico ha già deliberato 4 mesi fa, a maggioranza assoluta della direzione cittadina, di uscire dall’amministrazione contestandone la tenuta amministrativa, programmatica e politica”. A tal proposito, se vero che il sindaco dimentica la volontà di abbandono del Pd, dall’altra è quanto meno singolare la presenza in Giunta di alcuni tesserati Pd (Coppa, che non ha rinnovato quest’anno, Buccheri e “Cutrufiani”) che non rispondono alla direzione. Italia quindi ignora la delibera del partito, afferma invece che ha dentro la Giunta un pezzo del Pd e annuncia nuove entrate. Di un altro pezzo del Partito democratico: Andrea Firenze, figlio del tesserato Gaetano.

“È una chiara strategia offensiva intollerabile, tanto più grave in quanto espressa da un sindaco che fa parte di un altro partito. Una mancanza di rispetto delle regole minime di convivenza politica – insiste Adorno – Gli organismi statutari del Pd hanno deliberato che il Partito è fuori dall’amministrazione. Quanto ai nostri ex iscritti sono in Giunta a titolo personale e non possono parlare a nome del Partito democratico. Il Pd riconferma che la distanza dal sindaco dopo queste dichiarazioni è totale non solo dal punto di vista della gestione amministrativa, ma si carica oggi anche di un più profondo discrimine politico che non può sfuggire a nessun dirigente politico né della maggioranza né della minoranza del partito”.

Italia quindi continua a giocare con un mazzo solo di carte, in mano ha Azione, l’opposizione interna del Pd, Oltre (Granata) e cerca di dividersi il piatto del Pnrr anche con L&C.

“Il sindaco ci dica se intende affrontarlo nel suo cerchio magico o se vuole aprire un ampio tavolo di incontro con le forze sociali e politiche per costruire una visione condivisa del territorio – conclude Adorno ricordando le dichiarazioni di Moschella quando uscì dalla Giunta sbattendo la porta – È un tema troppo importante per essere discusso solo all’interno della giunta, senza per altro il confronto con il consiglio comunale. Su tutti i temi che riguardano il futuro della città il Pd ha detto e continuerà a dire le sue posizioni, si confronterà con tutti e su tutto, come ormai e abituato a fare. Su questi temi continueremo a dare il nostro apporto da fuori l’amministrazione, infatti il partito ha aperto diversi tavoli programmatici, che l’amministrazione non è stata fino a ora in grado di aprire, ad esempio sul tema della coesione sociale, dell’area industriale, dei bonus per l’edilizia, della questione climatica e della riforestazione urbana, della questione dei rifiuti, della cultura, dello sport. La sfida sui programmi è il nostro campo di battaglia e non la deleghiamo di certo a questa amministrazione, debole, incerta e confusa”.

Ma debole, incerta e confusa, in realtà, è l’intera politica cittadina, regionale e nazionale. E il futuro nebuloso.


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