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Siracusa, il Caravaggio arriva a Roma. L’Istituto centrale del restauro: “Opera in buone condizioni dopo il viaggio”

Il dipinto arriverà giorno 4 ottobre a Rovereto per essere in mostra al Mart dal 9 ottobre

“Il Seppellimento di Santa Lucia è risultato nelle identiche condizioni del momento dell’imballaggio effettuato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia”. Ad annunciarlo è il direttore dell’Istituto centrale de restauro, Luigi Ficacci, che in una relazione, inviata al ministero dell’Interno (proprietario dell’opera) e alla Sovrintendenza dei beni culturali, conferma le buone condizioni del dipinto del Caravaggio arrivato a Roma il 10 settembre scorso. Qui, nei locali dell’Icr, è stato sottoposto ad una prima supervisione da parte dei tecnici per verificare gli esiti del trasporto. Il Caravaggio, tanto per recuperare le puntate precedenti, è partito da Siracusa lo scorso 9 settembre. Dentro un grande furgone bianco, il dipinto ha fatto un lungo viaggio durato oltre 12 ore, per arrivare nella sede romana dell’Icr. Qui, il dipinto è stato sottoposto ad osservazioni dei tecnici al fine di verificare lo stato di tensionamento della tela e aderenza della pittura.

“Il tensionamento del supporto è risultato tutt’ora efficiente, il telaio in buone condizioni e la foderatura ancora pienamente funzionante – continua il documento a firma di Ficacci – Sulla superficie pittorica l’adesione degli strati preparatori e della pellicola pittorica è buona, anche se lacunosa (come noto)”.

Buone condizioni dell’opera nella quale non sono stati rilevati “distacchi né della residua superficie pittorica originale nè delle parti integrate”.

Una buona notizia già data dall’Icr prima della partenza del dipinto che, però, ha fatto scatenare un polverone dal fronte del No. Già nei primi giorni del mese di settembre un gruppo di associazioni e intellettuali è sceso in piazza Duomo per “difendere” il Caravaggio e per puntare il idto contro quella che è stata definita un’operazione poco trasparente. Il motivo è presto detto: se il dipinto era già in buone condizioni prima di partire, perchè non effettuare gli interventi di “pulizia” della tela (e non di restauro, quest’ultimo considerati dai tecnici controproducente) nel capoluogo?

La risposta a questa domanda è contenuta in un’altra relazione, sempre a firma di Luigi Ficacci, nella quale si legge: “La necessità non sostituibile di proseguire le analisi presso i laboratori dell’Icr in Roma è stata verificata per ciascuno dei settori specialistici coinvolti: l’indagine tecnica quale spetta al restauratore, l’indagine fisica di competenza dell’esperto in fotometria e colorimetria e di quello in protezione del manufatto; l’indagine biologica quale spetta al biologo”.

In soldoni, si tratta di mappature che, sempre secondo quanto riferisce Icr, “sono eseguibili sull’intera tela esclusivamente in laboratori specificamente attrezzati con queste speciali dotazioni”.

Sugli interventi ai quali andrà incontro il Caravaggio nulla è dato ancora sapere, così come conferma la Sovrintendente dei beni culturali di Siracusa. “L’opera è ancora sotto osservazione, e da qui si capirà quali interventi saranno necessari”. Quest’ultimi saranno messi neri su bianco subito dopo essere effettuati, e prima del 4 ottobre, data in cui il dipinto dovrebbe arrivare a Rovereto per la mostra al Mart che partirà il 9 ottobre.

Nel frattempo, in città è scoppiata un’altra polemica relativa al rientro del dipinto a Siracusa. Secondo l’accordo con il Fec, il Seppellimento di Santa Lucia dovrà tornare nel capoluogo, non solo in tempo per il 13 dicembre, ma anche all’interno della chiesa di Santa Lucia in Borgata, sede naturale della tela, ma anche sede non attrezzata per accoglierla. Ad occuparsi dei lavori di illuminazione e messa in sicurezza, magari grazie all’installazione di un sistema di allarme dovrà essere il Mart, di cui Vittorio Sgarbi è presidente. Proprio lui che, nelle scorse ore, ha annunciato “il dipinto tornerà a Siracusa solo quando la chiesa in Borgata potrà accoglierlo”. 

Ma dovrebbe essere proprio il Mart a rassicurare la città, già in fermento per la vicenda, in merito al rientro. Luci e ombre, insomma, su questa vicenda che ha avuto dal primo momento contorni poco chiari. Soprattutto secondo il sentire cittadino.

 


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