Attualità

Siracusa: “Il Caravaggio linfa vitale per la Borgata, non uno spot elettorale”, così Mariarita Sgarlata

Condividi

“L’incremento dei flussi turistici a Siracusa e nel suo territorio non può e non deve essere il risultato di iniziative isolate e frettolose.” Sono queste le parole dell’archeologo Mariarita Sgarlata candidata al Senato della Repubblica nella Lista Crocetta-Il Megafono e presidente dell’associazione Cambiacittà.

“Se non c’è stato alcun boom in questo decennio, lo si deve principalmente alla miopia di amministratori incapaci di cogliere le potenzialità economiche della cultura e di attivarsi anche solo per diventare distretto turistico. Non fanno parte del vocabolario delle ultime amministrazioni della città parole come destagionalizzazione e delocalizzazione. E, a proposito di quest’ultima, vale la pena di ricordare che l’allontanamento forzato del “Seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio dopo solo pochi anni dal suo rientro trionfale nell’abside della basilica di Santa Lucia extra moenia, come spot pubblicitario dell’allora assessore Pagano nell’imminenza delle elezioni regionali del 2006, ha segnato palesemente la fine di un progetto di riqualificazione della Borgata, rafforzato dall’apertura al pubblico della catacomba di Santa Lucia, da me fortemente voluta e realizzata alla fine dello stesso anno”.

“I dati relativi alla vendita dei biglietti – prosegue la Sgarlata – dimostrano inequivocabilmente che il binomio quadro/catacomba esercitava un forte potere di attrazione sui visitatori. Il G8 ambiente del 2009 è lontano e Stefania Prestigiacomo non è più interessata a garantire ai suoi illustri ospiti la visione ravvicinata del “Seppellimento” dalla postazione del Castello Maniace; i lavori nella Basilica fuori le mura sono stati completati; l’impianto di allarme, che ha comportato una spesa non indifferente, è ancora lì; le guide turistiche possono rinunciare al vantaggio di avere tutto concentrato in Ortigia per ridare invece fiato agli altri quartieri della città. Che senso ha veicolare i nostri turisti nel solito percorso ortigiano quando quel periodo, in cui è stato possibile vedere insieme il luogo del seppellimento di Santa Lucia e il dipinto che fissa quel momento, è bastato a dimostrare quanto funzioni la delocalizzazione dell’offerta turistica?

Tra la propaganda e la costruzione di una strategia mirata a produrre cultura e ad attrarre turisti c’è un divario incolmabile – conclude la Sgarlata – a nulla vale anche l’iscrizione alla World Heritage List se non è poi supportata da interventi concreti di salvaguardia, valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico e storico-artistico della nostra città”.