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Siracusa, il Caravaggio sulla strada verso Roma: le reazioni della politica

Adesso si spera che il dipinto possa tornare in città per dicembre, in occasione della festa di Santa Lucia ed in particolare nella Basilica di Santa Lucia al sepolcro

La tela “Il Seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio ha lasciato Siracusa. Il dipinto stamattina è stato prelevato dalla chiesa di Santa Lucia alla Badia ed è già in strada verso Roma. Si concretizza il prestito al Mart di Rovereto per la mostra che il critico d’arte Vittorio Sgarbi sta organizzando. Ma prima “Il Seppellimento di Santa Lucia” passerà da Roma per una serie di controlli all’Istituto Centrale del Restauro. Si spera che il dipinto possa tornare in città per dicembre, in occasione della festa di Santa Lucia ed in particolare nella Basilica di Santa Lucia al sepolcro. Ma in effetti al momento non esiste una data certa sul possibile ritorno. In compenso però non mancano già i primi commenti sul prestito, che per molti è sembrato più uno “scippo” alla città.

Fu così che andò via. Sta partendo. Intorno all’anno mille portarono via le spoglie. Oggi è la volta dell’icona del Caravaggio“, ha scritto sulla propria pagina Facebook lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa che ha guidato il fronte del “no” al prestito, dando vita la scorsa settimana a una piccola manifestazione in piazza Duomo.

Per la parlamentare Stefania Prestigiacomo oggi l’immagine di Siracusa è tutta in quel carrello che porta via lo scatolone che contiene il Caravaggio. “È l’immagine di una sconfitta – tuona -, di una città che non è riuscita a difendere un bene artistico di immenso valore, risorsa essenziale per l’attrattiva turistica di un territorio che oggi più che mai di una ripresa turistica ha bisogno. E di questa Caporetto di credibilità della città è prova fatto che nonostante sia apparso chiaro alla fine che nessun restauro era necessario né previsto, nonostante le “contropartite” a questo prestito siano ancora oggi vaghe sia nei tempi che nella sostanza, nonostante tutto, “Il seppellimento di Santa Lucia” sia stato portato via. Siamo terra di conquista, una comunità che può essere presa in giro. Una città il cui parere non conta niente. Mi spiace doverlo ricordare, ma 10 anni fa, nel 2009, quando da Roma lo stesso Fec reclamó il nostro Caravaggio, non per portarlo a Trento, ma alle Scuderie del Quirinale per la più importante mostra sul Caravaggio mai fatta, la città in pieno slancio turistico, coesa e compatta si seppe fare sentire e il quadro rimase al suo posto. Ma si dai,  consoliamoci con le mostre dei Caravaggio farlocchi e delle ‘sensazioni caravaggesche’ oppure con i nastri tagliati….. Oggi è’ una pessima giornata che Siracusa non meritava.” Parole, presa di posizione e coscienza però tardive, visto che fino a stamattina né la Prestigiacomo, né alcun rappresentante di Forza Italia ha mai battuto un colpo contro il prestito dell’opera.

Di tono simile anche le parole dell’ex sindaco di Siracusa, Roberto Visentin. Anche l’ex primo cittadino ricorda quanto accaduto nel 2010, quando l’allora amministrazione di Centrodestra da lui capeggiata pose un veto al trasferimento del dipinto del Caravaggio raffigurante “Il Seppellimento di Santa Lucia” alle Scuderie del Quirinale in occasione di una mostra dedicata al maestro della luce.

All’epoca – ricorda – il sottoscritto riuscì a creare un unico fronte compatto e coeso per impedire il prestito del dipinto che, per una città come Siracusa, è strategico sotto l’aspetto culturale e turistico. E pensare che quella mostra, dal 20 febbraio fino al 13 giugno 2010, per celebrare i 400 anni della morte di Caravaggio, aveva il sostegno della Presidenza della Repubblica. Ci trovammo di fronte un ostacolo importante ma, Siracusa non poteva perdere un patrimonio così prezioso. Vero è che la proprietà della tela è del Fec e non del Comune di Siracusa ma, la nostra esperienza dimostra che se un’amministrazione ha capacità e forza politica è possibile bloccare provvedimenti ed iniziative lesive per l’immagine e l’economia della città. L’attuale Giunta ha, invece, mostrato ambiguità, scarsa compattezza e nessuna determinazione consentendo così, con il suo atteggiamento, il trasferimento odierno. Avrebbe potuto coinvolgere l’intera classe politica e soprattutto la cittadinanza per giungere ad un risultato positivo e diverso, nell’esclusivo interesse della nostra città.”

Più riflessive e mirate contro la gestione dei Beni Culturali da parte della Regione le parole di Giovanni Cafeo, deputato all’Ars di Italia Viva. “Questa mattina, in un clima di mestizia unito ad una buona dose di indifferenza generale, il nostro Caravaggio ha abbandonato la sede di Santa Lucia alla Badia per intraprendere un viaggio della speranza tra Roma e Rovereto…la speranza è ovviamente quella che ritorni nel più breve tempo possibile”.

Per Cafeo, come detto, l’epilogo di questa vicenda rappresenta in pieno l’idea di gestione dei Beni Culturali del Governo, ovvero totalmente improvvisata. “Avevamo chiesto chiarimenti – prosegue Cafeo – e soprattutto garanzie per l’opera e per gli accorgimenti di sicurezza che ci avevano promesso, non abbiamo ottenuto nulla ma in compenso per accontentare gli amici si è comunque fatta partire, nonostante la contrarietà espressa chiaramente della città. Resta la speranza di rivederla al più presto al suo posto, in Borgata – conclude l’On. Cafeo – ma al momento ci rimane soltanto la triste immagine di un pezzo fondamentale della storia e cultura di Siracusa imballato e caricato su un camion”.

Delusione per la partenza del dipinto anche da parte di Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia. “Pier Paolo Pasolini ha scritto: «Nulla è più anarchico del potere: il potere fa ciò che vuole, è completamente arbitrario o è dettato da necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune». La peculiare tela del Caravaggio Seppellimento di Santa Lucia, vera e propria icona siracusana, dunque, ha lasciato la città siciliana per ostinata e proterva volontà di Vittorio Sgarbi. Sconcertati, prendiamo atto che, ancora una volta in Sicilia prevalgono – sul nomos, sulla ragione, sulla cultura, sul prevalente sentimento collettivo di una città – le forze di un potere sordo e ambiguo. Un potere incapace di tutelare-valorizzare lo straordinario e delicato patrimonio storico e artistico dell’Isola.”

Nel giorno della partenza del Seppellimento di Santa Lucia da Siracusa, una prima certezza sul ritorno del dipinto arriva dal parlamentare Paolo Ficara (M5S). “Il Caravaggio tornerà entro il 13 dicembre, il giorno della festa in onore della patrona. Ho avuto la conferma dal Fec che nei mesi passato ho interrogato più volte su questa vicenda. Come ricorderete, il Fondo Edifici di Culto è il proprietario del bene”, dice l’esponente pentastellato.

Ci sono però aspetti che ora vanno chiariti, a livello istituzionale”, aggiunge Ficara insieme al deputato regionale Stefano Zito. “Ad esempio il perché di una decisione assunta dal Fec in assoluta solitudine: ci riferiamo al via libera per la partenza, nonostante l’espresso e manifesto parere contrario del Comune di Siracusa e della Curia. Non ci lascia soddisfatti l’atteggiamento del ministero diretto dalla Lamorgese e rispettosamente ci domandiamo che senso abbia avuto il vertice in Prefettura a Siracusa della scorsa settimana se tutto era già deciso, o quasi. Avere ignorato la volontà espressa di una città capoluogo è istituzionalmente irrispettoso, a nostro parere. Ma ciò non toglie che diversi errori siano stati condotti anche a Siracusa, di posizione e di gestione. Ad esempio, l’avere puntato in una prima fase sullo stato di salute dell’opera, ritenuta bisognoso di restauro, si è rivelato un boomerang e non solo comunicativo. Pur con tutte le buone volontà messe in campo, la mossa ha finito per rafforzare la posizione di chi chiedeva il trasferimento del Seppellimento”, analizzano i due.

C’è poi il livello politico di questa storia. Sorridiamo leggendo le critiche di esponenti di primo piano del centrodestra che dimenticano, però, come al governo della Regione ci siano proprio loro. E il via libera all’intera operazione arrivato da Palermo è, dall’inizio di questa storia, desolante. Troppe zone ibride e giravolte attorno al Caravaggio, al punto che ci si domanda chi davvero comandi a Palazzo Vermexio dove l‘intraprendenza dell’assessore Granata ha avuto la meglio su di una certa timidezza istituzionale del sindaco Italia”.

Ma intanto il dipinto è partito. “Concentrarsi su lamenti e critiche purtroppo non serve”, dicono Paolo Ficara e Stefano Zito (M5s). “Bisogna, dolorosamente, fare tesoro di questa esperienza. Se tutti i beni e tesori che Siracusa conserva e custodisce nel nome di Lucia, da Ortigia alla Borgata, fossero messi in rete attraverso un percorso cultural-turistico, questo avrebbe garantito una diversa difesa dello spirito identitario e di culto dell’opera del Merisi. Invece, la debolezza del tessuto locale, dove ogni cosa è staccata e distanziata da quella accanto, ha permesso al Fec di decidere senza avvertire la benchè minima pressione. E’ lecito attendersi, in questo senso, una pronta iniziativa dell’amministrazione comunale, per quanto di sua competenza e nel coinvolgimento degli altri enti interessati. Alle volte, accettare un buon consiglio non è segnale di debolezza. Speriamo il sindaco avrà questa volta la determinazione di intervenire e guidare a due mani questo necessario processo”.


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