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Siracusa, il caso del bar al Maniace e la “bacchettata” a Italia Nostra: esposto contro il presidente del Tar

La richiesta è di valutare ed eventualmente erogare sanzione disciplinare nei confronti del presidente della terza sezione

La sentenza del Tar – con bacchettata inclusa ai danni dei legali – non è stata digerita dal collegio difensivo che ha sostenuto Italia Nostra nella battaglia contro il bar alla piazza d’Armi del Maniace. L’avvocato Corrado Giuliano ha annotato con dispiacere il rigetto dei ricorsi ma soprattutto ha evidenziato come i giudici amministrativi abbiano “calpestato la dignità” dei professionisti incaricati.

E per questo motivo ha presentato un esposto contro il presidente della terza sezione del Tar di Catania chiedendo a Consiglio dei Ministri, Consiglio di Stato, Tar Palermo, Consiglio nazionale Forense e Ordine degli Avvocati affinché valutino ed eventualmente eroghino sanzione disciplinare nei confronti del presidente Daniele Burzichelli. Secondo il legale, “nel contesto della motivazione, in maniera del tutto estranea all’oggetto dei ricorsi ed alla valutazione dei vizi in essi prospettati, ha ritenuto di pronunciare le seguenti considerazioni in conflitto con i doveri di sobrietà del decidere”:

“D’altronde deve escludersi che un professionista abilitato non sia in condizione di redigere atti in modo chiaro e sintetico, né di scriminare la documentazione rilevante in relazione ai fatti ed alle questioni di causa trattando, tra l’altro, di comportamenti cui le parti sono comunque tenute in applicazione del generale dovere di lealtà e collaborazione che su di esse incombe”.

Secondo Giuliano, queste considerazioni violano i doveri del magistrato che deve “esercitare le funzioni attribuitegli con correttezza ed equilibrio e rispetta la dignità della persona nell’esercizio delle funzioni”, e tale comportamento costituisce illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni arrecando ingiusto danno ai difensori”. In merito alla “verbosità” della difesa e del presunto eccesso documentale, il collegio difensivo ha difeso l’operato entro il limite imposto dal Decreto che prevede un limite di 35 pagine e 70.000 caratteri le dimensioni degli atti introduttivi e delle memorie, puntando il dito contro il presidente Burzichelli: “le affermazioni, anche di caduta di stile, richiamate della sentenza certamente non hanno reso buon servizio alla immagine della magistratura amministrativa, che a parte il merito della decisione che ci occupa, dovrebbe osservare in massimo grado il principio di sobrietà e di rispetto della dignità del difensore e delle parti”.


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