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Siracusa, il “cerchio magico” di Italia infastidisce anche Lealtà e Condivisione. Stasera la scelta: “dentro o fuori”

Le posizioni all’interno del movimento che tanto bene fece alle amministrative sono diversificate e questa sera, qualunque sia la scelta, ne uscirà spaccato

Stufo di non essere considerato importante nonostante la propria esperienza nel settore delle Attività produttive, dopo un solo anno di assessorato ha sbattuto la porta di palazzo Vermexio lamentando la presenza di un “cerchio magico” nel prendere decisioni importanti per la città. Cerchio dal quale era rimasto escluso. Da allora, sul versante politico ma ovviamente non su quello imprenditoriale (per fortuna), di Fabio Moschella si sono perse le tracce. Ma quel “cerchio magico” – voluto dal sindaco Francesco Italia al quale di sicuro fanno parte il vice Pierpaolo Coppa, il capo di Gabinetto Michelangelo Giansiracusa oltre ad alcuni altri fedelissimi (e alcuni dicono pure Granata, di recente) – non è mai scomparso ed è stato rinsaldato ancora di più in questi anni di sindacatura.

Il “cerchio magico” è tornato in auge dopo il diktat del Partito democratico, che ha scelto di sfiduciare i propri assessori e ha lasciato al segretario provinciale Adorno il compito di ricordare le “malefatte italiche”. Adesso anche Lealtà&Condivisione si è stancata degli assessorati strategici e del cerchio magico e già da due riunioni gli animi sono particolarmente agitati. Le posizioni all’interno del movimento che tanto bene fece alle amministrative sono diversificate e questa sera, qualunque sia la scelta, ne uscirà spaccato.

Tutti, indistintamente, bocciano l’attività politica del sindaco Italia ma diverse sono le strategie: ci sono le colombe, che vogliono proseguire per portare avanti il lavoro degli assessori Rita Gentile e Carlo Gradenigo (sul quale i venti di candidatura a sindaco si stanno affievolendo col passare delle ore); ma ci sono anche i falchi, stufi del mancato ascolto del primo cittadino alle istanze lealiste, che vogliono uscire e cominciare a costruire l’alleanza del 2023 in un campo largo che prevede anche il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle e Azione (ma senza la candidatura Italia).

Ma manca ancora un anno e mezzo, che sembra tanto distante ma pure dietro la porta. E L&C rischia di farsi trovare spaccato, o di non esistere più venendo assorbito dal Partito democratico.


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