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Siracusa, il comitato no villaggio replica alla Cgil: “Becero tentativo di spostare l’attenzione dai fatti”

Cgil accusa il comitato di razzismo e fascismo

“Forze reazionarie, fasciste e razziste, complice la “disattenzione” delle istituzioni, alzano la testa e puntano, non a caso, con violenza la Cgil”. Queste le dure parole di accusa che sono state rivolte, il primo Maggio, ai cittadini di Cassibile che lo scorso 29 Aprile hanno manifestato davanti al nuovo mini villaggio per i migranti.

“La stessa organizzazione, che non ha mai speso una parola a favore di questi cittadini e del territorio, invero li accusa duramente facendoli passare da vittime a carnefici. – dice Paolo Romano, portavoce del comitato – I cittadini di Cassibile, regolarmente autorizzati a manifestare, erano presenti con manifesti di carta, bandiera tricolore e di Cassibile. L’organizzazione che ci accusa invece, non solo non era stata invitata all’inaugurazione, ma non era nemmeno autorizzata a manifestare, tant’è che le stesse forze dell’ordine, in seguito alle palesi provocazioni rivolte ai protestanti, hanno deciso di allontanarli.”

“Ciò detto, – continua Romano – puntare il dito verso cittadini indifesi e lasciati all’abbandono, non è degno di un’organizzazione sindacale dal prestigio storico e istituzionale come la Cgil, ma piuttosto il tentativo becero di spostare l’attenzione e le accuse su argomenti che non sono attinenti con i fatti. Da noi insiste un vecchio detto: “hanno perso i muli e ora cercano i capestri”.


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