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Siracusa: Il Comune difende gli interessi privati e Legambiente non ci sta. Domani memoria difensiva al TAR

E’ inammissibile che il Comune di Siracusa, essendo un soggetto chiamato a tutelare gli interessi pubblici che la Costituzione qualifica come primari, si inserisca in un ricorso nel quale A.M. Group Srl, società della famiglia Frontino, chiede la tutela per il mancato rispetto di un interesse privato.

E’ questa la deduzione a cui sono giunti gli avvocati Corrado V. Giuliano, Paolo Tuttoilmondo e Marilena Del Vecchio, legali rappresentanti del Comitato regionale siciliano di Legambiente, nella memoria difensiva che presenteranno domani, 18 aprile, davanti al TAR di Catania, contro il ricorso di A.M. Group, al quale ha aderito anche il Comune di Siracusa. I legali di Legambiente chiederanno che i ricorsi siano respinti in quanto nulli, improcedibili ed inammissibili, carenti di interesse o comunque infondati nel merito.

Nel ricorso la società dei Frontino ha impugnato il mancato nulla-osta della Soprintendenza di Siracusa per la costruzione di 70 ville in un’area, quella tra l’Epipoli e Targia, che, con la recente adozione del Piano paesaggistico, è soggetta a vincoli più estesi rispetto al passato. Per tutelare i propri interessi nell’area in questione, l’A.M Group Srl ha richiesto anche l’annullamento del decreto assessoriale di adozione del Piano paesaggistico. Richiesta di annullamento che anche il Comune di Siracusa ha fatto proprio.

Gli avvocati dello Studio legale Giuliano sosterranno davanti al TAR l’insussistenza dell’interesse pubblico alla partecipazione al giudizio e chiederanno l’inammissibilità del ricorso contro il Piano paesistico di AM Group e del Comune di Siracusa in quanto il piano adottato non è ancora un provvedimento definitivo. La sua efficacia riguarda solo le norme di salvaguardia finalizzate ad impedire interventi in contrasto con quanto stabilisce il piano stesso. L’iter per l’approvazione del piano prevede, infatti, che il documento sia pubblicato, a cura della Soprintendenza di Siracusa, per 90 giorni negli albi pretori dei Comuni interessati. Nei trenta giorni successivi i soggetti interessati, siano questi privati o istituzioni, possono presentare osservazioni. Solo allora l’Assessorato regionale ai Beni Culturali e Identità siciliana procederà all’approvazione in via definitiva del piano.

Gli avvocati di Legambiente sostengono, poi, l’infondatezza della tesi dei legali della famiglia Frontino e del Comune di Siracusa che affermano l’obbligo di sottoporre il Piano paesaggistico adottato alla valutazione ambientale strategica (VAS). La VAS, si chiarisce nella memoria difensiva, è applicabile esclusivamente per quei piani e quelle programmazioni suscettibili di produrre effetti negativi significativi sull’ambiente e che comportino un aumento rilevante del carico urbanistico. In ogni caso, nella fase attuale del procedimento, il piano non necessita della VAS in quanto si tratta di una semplice proposta. Potrebbe essere tuttalpiù richiesta nel momento immediatamente successivo alla consegna delle osservazioni.

Non vi sono dubbi poi, continuano i legali di Legambiente, sul fatto che la Soprintendenza ai BBCCAA di Siracusa e l’Amministrazione regionale abbiano agito legittimamente a tutela dell’interesse a cui sono istituzionalmente preposte, sia attraverso la formulazione del parere negativo al nulla-osta impugnato da A.M. Group, sia con l’adozione del Piano paesaggistico. Nella memoria difensiva viene poi considerata del tutto infondata la possibilità di future richieste risarcitorie nei confronti del Comune di Siracusa da parte dei Frontino. La potenzialità edificatoria riconosciuta dal Comune è solo astratta e di mera previsione fino a quando non esiste un’autorizzazione che possa giustificare una richiesta di danno economico.

Il ricorso che si discuterà domani al TAR è solo il primo volto ad attaccare il Piano paesaggistico provinciale. Sono già 60, infatti, i ricorsi di privati ed enti pubblici, tra cui Comune e Provincia, presentati allo scopo di snaturare e togliere efficacia ai suoi contenuti e alle sue disposizioni.
A tutela del Piano paesaggistico, lo Studio legale Giuliano ha perciò promosso un collegio di legali ed esperti dedicato a questa materia.

Del collegio fanno parte gli avvocati Corrado V. Giuliano, Marilena Del Vecchio, Salvo Salerno, Paolo Tuttoilmondo, Umberto ed Ettore Di Giovanni, i dottori praticanti avvocati Gabriele Galota, Daniel Amato, Francesca Felice e Donatella Crucitti e consulenti specialisti in scienze archeologiche, paesaggistiche, naturalistiche e ambientali, dei beni monumentali, botaniche e geografiche.


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