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Siracusa, il crollo del tetto nell’antico lavatoio di Belvedere: il simbolo dell’inerzia delle amministrazioni pubbliche

La richiesta della Soprintendenza - inviare una mail con la descrizione del bene attraverso il sito internet benitutelati.it - era probabilmente troppo complicata per tutti

Il crollo del tetto nell’antico lavatoio di Belvedere è il simbolo dell’inerzia delle amministrazioni pubbliche. Un esempio in negativo per spiegare come non funzioni alcun raccordo tra enti locali e di come un ente pubblico non sia in grado di verificare il buon andamento degli appalti e delle concessioni. Eppure le buoni intenzioni c’erano tutte per far sì che una struttura abbandonata – e fino alla metà del Novecento utilizzata quotidianamente – potesse tornare a rivivere.

L’ex presidente della circoscrizione Belvedere, Enzo Pantano, nel 2016 denunciò lo stato di degrado tra murales, immondizia e verde incolto e si dichiarò disponibile a recuperare l’antico lavatoio valorizzando il sito. Ci provò, organizzando anche concerti (Carlo Muratori) e l’allestimento del presepe vivente e, proprio su input del Consiglio di quartiere, l’amministrazione comunale decise di pubblicare una manifestazione d’interesse per la riqualificazione dell’area. A presentare l’unica offerta fu l’associazione culturale “Nuovi orizzonti” nel dicembre del 2017 presieduta da Patrizia Faraci che, il 4 luglio 2018, scrisse all’Ufficio tecnico comunale di voler avviare gli interventi sull’ex lavatoio così come previsto dall’affidamento in concessione, presentando un computo metrico per la ristrutturazione a un costo di oltre 68 mila euro.

A seguito di interlocuzioni tra associazione, Comune e Soprintendenza, quest’ultima il 9 agosto 2018 ha scritto a Palazzo Vermexio chiedendo se per l’immobile in questione fosse stata avviata la verifica dell’interesse culturale, indispensabile per l’affidamento e per eventuali lavori da eseguire. In attesa di risposte dal Comune – che avrebbe dovuto inviare una mail con la descrizione del bene attraverso il sito internet benitutelati.it – l’associazione “Nuovi orizzonti” restava autorizzata alla pulizia dell’area. In virtù del Piano paesaggistico, inoltre, essendo sottoposta a tutela 2, eventuali interventi sarebbero dovuti essere sottoposti a nuova valutazione dell’ente di di piazza Duomo. Era l’estate del 2018. Da allora l’associazione non ha più avuto risposta, né dal Comune né dalla Soprintendenza.

Non ha più stimolato alcuna risposta. La tutela del bene – già dimenticata durante la gestione pubblica – è stata sostituita da una manutenzione ordinaria del verde e dalla pulizia dalle discariche. Era già qualcosa, ma non abbastanza. Sono passati gli anni, evidentemente i documenti sono finiti nel dimenticatoio e inviare un modulo sembrava troppo complicato. Forse l’interesse era scemato, anche se “Nuovi Orizzonti” sottolinea di avere già individuato all’epoca gli sponsor per realizzare i lavori. Ma quella richiesta della Soprintendenza – inviare una mail con la descrizione del bene attraverso il sito internet benitutelati.it – era probabilmente troppo complicata per tutti. Poi con il covid, è diventata impossibile. Fino a quando alla fine dello scorso settembre una porzione del tetto è crollata nella notte. Le travi in legno, ammalorate, hanno ceduto ed è partita la caccia al responsabile. L’ignavia delle istituzioni.


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