Riceviamo e pubblichiamo di seguito una nota di Fabio Fazzina, capogruppo PD – PdRC al Consiglio di quartiere Tiche, e di Fabio Morreale, presidente della sezione aretusea dell’associazione “Natura Sicula”:
“La piantumazione di quasi 20.000 alberi e arbusti di diverse specie (ulivo, carrubo, bagolaro, ligustro, mirto, corbezzolo, tamerice e alterno) lungo la costa, tra Targia e Santa Panagia era stata presentata un anno fa come “il più consistente intervento di rimboschimento mai messo in campo a Siracusa”, una faraonica “barriera naturale” contro l’inquinamento, che avrebbe cambiato l’aspetto di una vasta area di oltre 66 ettari arida ed abbandonata.
E invece, tre mesi e mezzo dopo il termine fissato nel contratto d’appalto (15/02/2010) per il completamento dell’opera, lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è osceno e desolante: solo alcune centinaia di ulivi, mirti e poche altre specie, molte delle quali appassite ma tutte in evidente stato di abbandono e ormai quasi completamente sommerse dalla vegetazione spontanea, che si sta gradualmente riappropriando di un paesaggio roccioso e inospitale.
L’obiettivo trionfalmente annunciato dal Sindaco Visentin era quello di utilizzare le proprietà delle piante per riuscire a captare le polveri dei gas di combustione delle auto e della zona industriale e di migliorare così il microclima e l’ecosistema urbano.
Oggi quelle stesse piante sono buone solo come “costosissimo” foraggio per le mucche al pascolo……altro che barriera arborea!
Al già grave scempio ambientale si aggiunge, infatti, anche lo scandaloso ed irresponsabile spreco di denaro pubblico da parte dell’amministrazione comunale che ha sperperato più di 800.000 € di finanziamento del Piano di Risanamento Ambientale del Ministero dell’Ambiente per progettare e tentare di mettere a dimora una barriera arborea che, per la morfologia del suolo, le particolari condizioni fisiche, geologiche e climatiche ed i vincoli archeologici dei luoghi, sarà impossibile da realizzare.
Preso atto di un fallimento che era ampiamente prevedibile e che noi avevamo denunciato – inascoltati e snobbati – più di un anno fa, all’indomani della presentazione in pompa magna del progetto, non possiamo fare altro che invitare il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ad avviare immediatamente un’indagine per accertare eventuali responsabilità ed assumere gli opportuni provvedimenti per cercare di salvare il salvabile!”. (Clicca qui per visualizzare il dossier fotografico).
(Clicca qui per leggere la replica del Comune di Siracusa alla nota di cui sopra).
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