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Siracusa, il Libero consorzio comunale dovrà trasformare a 36 ore settimanali il contratto dei lavoratori infopoint

L'amministrazione provinciale era stata condannata dal Tribunale di Siracusa a riconoscere il diritto al consolidamento orario a 36 ore settimanali oltre al pagamento delle maggiori retributive in favore dei cinque lavoratori

La Corte d’Appello di Catania – Sezione Lavoro, ha rigettato la sospensiva richiesta dall’amministrazione provinciale confermando quanto disposto dal giudice del lavoro aretuseo in merito alla posizione dei lavoratori Massimo Schiavone, Santo Ferrara, Luca Valente, Alberto Scuder e Pasquale Santangelo, assistiti dagli avvocati Daniel Amato Giancarlo Giuliano del Foro di Siracusa.

L’amministrazione provinciale era stata condannata dal Tribunale di Siracusa a riconoscere il diritto al consolidamento orario a 36 ore settimanali oltre al pagamento delle maggiori retributive in favore dei cinque lavoratori che, in forza di un avviso pubblico di selezione, erano stati inseriti dal 2011 nell’Infopoint Turistico e uno successivamente nelle Guardie Giurate dell’Ente con un orario di lavoro a 36 ore.

L’ente locale non ha mai voluto riconoscere il diritto al tempo pieno e ha corrisposto le giuste retribuzioni ai lavoratori, in spregio di quanto previsto dall’art. 6 del Contratto Collettivo Nazionale Autonomie Locali.

I lavoratori hanno più volte denunciato, anche pubblicamente, la cattiva gestione amministrativa della fattispecie. La Corte d’Appello  ha rilevato che il Libero consorzio ha sollevato l’impossibilità di procedere al pagamento delle somme oggetto della sentenza e in ogni caso il gravissimo pregiudizio che ne deriverebbe, richiamando in merito una delibera dell’11 maggio 2018 con la quale è stato dichiarato il dissesto economico. Ma il giudice ha anche ritenuto che “a fronte delle somme oggetto della condanna, ammontanti all’incirca a complessivi 16.000 euro, la suddetta delibera, risalente, peraltro, a circa tre anni addietro non è sufficiente ad attestare il pericolo di gravissimo danno richiesto dall’art. 431 c.p.c. rigetta l’istanza di sospensione”.


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