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Siracusa, il ‘no’ di Confcommercio, Cna e Confartigianato alle nuove limitazioni del Governo

Questa mattina la manifestazione in piazza Duomo

Lo stato di salute di tutte le attività produttive, da quando il covid-19 si è palesato alle nostre vite, è assai compromesso e per certi aspetti, non più recuperabile. Benché alcuni settori hanno meglio attutito il colpo della scure, altri, e forse i più, rimangono agonizzanti in modo irreversibile. QUI il servizio video

Con queste considerazioni le tre associazioni, maggiormente rappresentative a livello nazionale – Confcommercio, Cna, Confartigianato -, si sono date appuntamento in piazza Duomo per esprimere la contrarietà alle ulteriori chiusure.

“Gli esercizi legati al turismo, all’accoglienza, ai pubblici esercizi, all’intrattenimento e al tempo libero, che noi rappresentiamo –  hanno sottolineato le associazioni -, hanno subito e continuano a vivere condizioni drammatiche. L’impatto fortissimo delle restrizioni ha indebolito irrimediabilmente l’intera filiera che comprende anche una parte significativa dell’agricoltura e della trasformazione dei prodotti agricoli. A subire cali consistenti di fatturato, oltre ai pubblici esercizi e alle attività alberghiere, sono, infatti, i produttori di materie prime, le cantine vinicole, i trasformatori di prodotti lattiero e caseari e tanti altri settori che hanno visto crollare gli ordini e non riescono a pianificare concretamente la tanto auspicata ripartenza. A valle della filiera vi sono poi numerosi settori – continuano le sigle nazionali – inevitabilmente connessi e caratterizzati dagli eventi. È nota la difficilissima condizione delle aziende di catering, di banqueting così come le agenzie di organizzazione eventi, strutture ricettive, agenzie turistiche, Taxi, NCC, fotografi, service, tinto lavanderie, fioristi e commercianti in genere, ma soprattutto legati agli abiti da cerimonia, ai gioielli, che fondano la propria attività anche dagli eventi e dalle cerimonie”.

Dalle stime sui settori economici interessati a questo crollo verticale emerge un impatto che investe oltre 9mila imprese siracusane per un fatturato di circa 5 miliardi che esprime una forza lavoro di circa 36 mila unità.

Di fronte a questo scenario le organizzazioni di categoria firmatarie del presente documento e rispetto ad alcune incongruenze sulle aperture, intendono avanzare chiare proposte specifiche per il territorio, coerenti con una rivendicazione dei settori sul livello nazionale e regionale.

Dopo la manifestazione, infatti, una delegazione, composta dai tre presidenti, Elio Piscitello, Confcommercio, Innocenzo Russo, Cna, Daniele La Porta, Confartigianato, hanno sottoposto al Prefetto di Siracusa un documento di rivendicazione sindacale, che sarà inviato alle confederazioni nazionali e sottoposto anche alla politica regionale e nazionale. In sintesi hanno rivendicato i seguenti punti.

Una accelerazione fortissima del piano vaccinale con l’utilizzo di tutti i mezzi possibili per il raggiungimento della massima copertura della popolazione, l’immunità di gregge, anche utilizzando la vaccinazione presso le aziende o le associazioni datoriali;

Una previsione di riapertura delle attività economiche, previsto dal decreto Riaperture, in modo da permettere un effettivo ritorno al lavoro anche in base a protocolli rinnovati, al fine di consentire la “reale” presenza di clienti all’interno dei locali – ristoranti, bar, pizzerie, pub, pasticcerie, gelaterie – e non unicamente nelle aree all’esterno. In una logica di programmazione anche in condizioni epidemiologiche complesse (zone arancioni e rosse) allo scopo di scongiurare nuove chiusure.

Ridefinire la previsione del coprifuoco, la prospettiva anche solo formale di uno stop alle ore 22 è assolutamente deleteria e non corrispondente al contesto di riferimento. Chiediamo l’abolizione del coprifuoco per consentire una programmazione chiara dell’accoglienza anche con protocolli più rigidi. E’ indispensabile una programmazione chiara e definita della stagione ormai in corso, e soprattutto “incentivare” una mobilità delle persone ed in particolare del turista, specie se straniero.

Dare una prospettiva reale di riapertura al settore degli eventi connessi a cerimonie, come i comparti del catering e banqueting che sono stati totalmente dimenticati da qualsiasi intervento normativo;

Previsione, nel nuovo intervento economico, di un sostegno “diretto” alle imprese, chiuse per legge, soprattutto a copertura dei costi fissi, al di là del settore merceologico e del fatturato.

Proroga dei crediti d’imposta Covid-19: prolungare il credito d’imposta al 60 % per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30 % sull’affitto d’azienda fino al 30/06/2021 ed il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti, l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale e per la salute dei lavoratori e degli utenti fino al 31/12/2021.

Abbattimento ulteriore del costo del lavoro alla riapertura e per almeno due annualità future. In riferimento alla legge di bilancio 2021 si chiede uno sgravio ulteriore fino al 80% per le imprese che manterranno i livelli occupazionali evitando l’emorragia di posti di lavoro all’indomani dello sblocco dei licenziamenti.

Abolire gli oneri sui contratti a termine ed incentivi per l’assunzione nei settori particolarmente colpiti dalla crisi: eliminare, in maniera strutturale, l’obbligo di indicare la causale e del versamento del contributo addizionale sui contratti a termine previsto in occasione di ciascun rinnovo.

Abbattimento del canone Rai, almeno del 50 %, e un intervento sugli enti locali per la riduzione delle imposte locali in ragione del periodo di restrizione e di chiusura forzata, maggiori flessibilità e spazi per le aree esterne con la previsione di risorse in capo agli enti locali in grado di azzerare i costi per l’utilizzo del suolo pubblico.

La Regione Siciliana può assumere un ruolo rilevante in questa difficile fase nell’utilizzo delle risorse individuate dal Governo regionale. Chiediamo, infatti, di poter contare rapidamente su questa dotazione economica connessa ad una riprogrammazione di fondi comunitari e finalizzati ad una azione di sostegno economico che permetta di dare un riscontro economico al comparto con celerità. A tal proposito riteniamo essenziale un coinvolgimento rapido delle organizzazioni datoriali nella programmazione di strumenti a supporto delle PMI siciliane così da permettere da subito l’utilizzo delle risorse.

Le tre associazioni sono già al lavoro per organizzare nuovi incontri affinché queste istanze siano discusse nelle commissioni specifiche.


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