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Siracusa, il nuovo comando dei Carabinieri nascerà alla Pizzuta: un protocollo per oneri e onori

Definitivamente archiviata l'idea di costruire la nuova "casa" dell'Arma all'idroscalo "De Filippis" di via Elorina

“Sì” della Giunta municipale di Siracusa allo schema di protocollo tra Comune, Demanio e Arma dei Carabinieri per la realizzazione del nuovo comando provinciale. Ormai definitivamente archiviata l’idea di costruire la nuova “casa” dell’Arma all’idroscalo “De Filippis” di via Elorina, sede ritenuta non idonea dai Carabinieri, già nei mesi scorsi avevamo parlato dell’interlocuzione tra la “Benemerita” e Palazzo Vermexio per individuare un percorso congiunto ma soprattutto un’area idonea alle necessità delle Forze dell’Ordine. Uno scambio epistolare che ha portato all’individuazione di un terreno di proprietà del Comune situato in zona Pizzuta nei pressi della costruenda caserma dei Vigili del Fuoco.

L’area ricadente è prevista nel Prg come “G5”, vale a dire “attrezzature per la gestione della Giustizia e della Pubblica sicurezza” non vincolata ed è al di fuori delle aree Sin, Sic o Zps e dei Piani di Assetto idrogeologico. Ma soprattutto l’area, per le caratteristiche, i requisiti e la potenzialità di edificabilità, è stata ritenuta adeguata alle esigenze dall’Arma dei Carabinieri. Nel progetto del nuovo Comando infatti, oltre alla costruzione della caserma è prevista anche la creazione di alloggi per i militari dell’Arma

A questa interlocuzione a due, nell’ottobre dello scorso anno si è aggiunto anche il Demanio. Con la bozza di protocollo le parti definiscono impegni, modalità e tempi dell’operazione. Nello specifico si tratta di una permuta tra un’area edificabile di proprietà del Comune di Siracusa e un primo e indicativo portafoglio di immobili di proprietà demaniale ritenuti di interesse dall’amministrazione. La lista potrà subire modifiche o integrazioni, intanto nella bozza di protocollo si mettono nero su bianco gli impegni che ogni ente metterà in campo per favorire la realizzazione della nuova struttura. Il Comune dovrà cedere in permuta allo Stato la piena proprietà dell’area della Pizzuta e assicurare supporto tecnico, amministrativo e urbanistico, finalizzata alla realizzazione dei lavori, impegnandosi a rilasciare tutte le autorizzazioni e quant’altro dovesse occorrere per realizzare le opere edilizie.

Dal canto proprio il Demanio dovrà invece cedere a titolo di permuta al Comune la proprietà degli immobili che saranno ritenuti di interesse da quest’ultimo. E Palazzo Vermexio ha già messo gli occhi su 5 aree ben definite: si tratta nello specifico dell’area dell’ex casa Ferrarotto di viale Luigi Cadorna, un’area di viale Regina Margherita su cui il Comune paga al Demanio un canone d’affitto, l’ex deposito serbatoi dell’aeronautica militare, tra viale Tica e viale Santa Panagia – riaperto e reso fruibile per un giorno alla collettività dal Fai nel 2017 -. La quarta area è l’ex campo Coloniale, il primo stadio di Siracusa, in via von Platen mentre l’ultima area è l’ex centro radiogoniometrico in via Galermi su cui l’ente vuole ampliare la sede stradale così da decongestionare il traffico nelle ore di ingresso e uscita del vicino plesso scolastico.

Infine, i Carabinieri si impegnano a realizzare, attraverso i canali istituzionali di finanziamento, la nuova caserma del Comando provinciale impiegando risorse finanziarie necessarie per la progettazione, la direzione lavori, la costruzione della caserma e il relativo collaudo attingendo ai fondi stanziati da parte della Regione Siciliana, con il “Patto per il Sud” pari a 3,6 milioni di euro, di cui dovrà avvalersi entro fine anno, e recuperando eventuali ulteriori risorse necessarie al completamento dell’opera attraverso i canali di finanziamento.

Per monitorare l’attuazione del protocollo le parti attiveranno un tavolo tecnico che si riunirà nella sede dell’Agenzia del Demanio di Siracusa che dovrà vigilare sulla corretta e tempestiva attuazione dell’intesa. Compito del tavolo tecnico sarà anche quello di provvedere all’individuazione e all’analisi delle problematiche proponendo soluzioni idonee al loro superamento. Richiedere documenti e informazioni alle amministrazioni cofirmatarie, convocandone, se necessario, i rappresentanti o effettuando eventuali sopralluoghi. Infine, potrà proporre provvedimenti per il regolare svolgimento dell’accordo e dirimere in maniera bonaria eventuali controversie tra le parti.


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