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Siracusa, il ricorso al Cga sugli asili nido diventa un caso politico: nuova grana per il sindaco Italia

Nessun conflitto di interessi ma di certo una grana politica e una questione di "opportunità" non da poco

Nessun conflitto di interessi ma di certo una grana politica e una questione di “opportunità” non da poco. Quella di un assessore, e del suo ruolo, che può mettere in difficoltà l’amministrazione comunale. Si tratta di Alessandro Schembari, assessore del Comune di Siracusa, ex vicepresidente provinciale di Confcooperative (oggi “solo” consigliere) e vicepresidente regionale settore Servizi e Lavori.

Già, proprio Confcooperative, che ha deciso di presentare ricorso al Cga contro il Comune di Siracusa sul bando degli asili nido, atto che non è passato in silenzio tra i corridoi di Palazzo Vermexio. Lo stesso assessore che, dopo la nomina, ha ricevuto le congratulazioni del presidente di Confcooperative Siracusa, Enzo Rindinella.

Dopo la sentenza del Tar di Catania – che ha ritenuto non ammissibile il ricorso in primo grado – le cooperative (supportate ad adiuvandum da Confcooperative Siracusa) continuano a ritenere il bando illegittimo, sotto diversi profili. Si sono dunque rivolte al Cga, il consiglio di giustizia amministrativa che adesso dovrà decidere in merito. Intanto però Schembari chiarisce la propria posizione: “non sono più vicepresidente di Confcooperative Siracusa – dice – non più dopo il rinnovo delle cariche a giugno. Poi il presidente Rindinella non ha assegnato le deleghe quindi resto associato, consigliere provinciale e vicepresidente regionale”. È sereno, l’assessore.

E rifiuta di pensare a un potenziale conflitto di interessi: “assolutamente, non faccio politica sindacale dopo la nomina assessoriale per una questione di opportunità”. E quindi ci si affida al buon senso dell’assessore che non partecipa alle attività sindacali di Confcooperative ma presenzia alle riunioni di Giunta municipale, magari anche quelle dove si parla di asili nido. E ancora una volta Schembari rassicura la sua estraneità: “è una scelta che sta in capo ai cooperatori e Confcooperative si schiera a supporto degli associati – garantisce –. Non seguo questa fase da due mesi circa ma mi pare legittimo che il singolo associato faccia ricorso e che Confcooperative li supporti”.


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