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Siracusa, il sindaco Italia replica all’opposizione: “non si annulli il rendiconto”, ma non è solo questo…

In tutta questa lettura amministrativa si omette buona parte di una lettura politica

Forse tardiva, sicuramente poco istituzionale e molto politica. Perché di questo si tratta, di politica. Ecco allora che dopo giorni di attacchi più o meno motivati dal centrodestra e dai consiglieri che hanno presentato il ricorso contro lo scioglimento, il sindaco di Siracusa Francesco Italia abbozza una risposta.

Il primo cittadino è stato più volte “additato” politicamente per aver presentato opposizione al ricorso degli undici ex consiglieri comunali (decaduti per propria espressa volontà di voto) chiedendo inoltre che la trattazione del caso avvenisse al Tar e non innanzi il presidente della Regione siciliana, come chiesto dagli undici. Una mossa che ha soprattutto scosso gli animi dei “vinciulliani” e di Forza Italia – l’ex senatore Alicata ieri è tornato alla carica accusando il sindaco “fastidiosa arroganza, da parte di chi, a parole si professava dispiaciuto per lo scioglimento del Consiglio comunale, nei fatti incarnando al meglio quello stile antico di doppiezza politica”– che con note ufficiali hanno duramente attaccato la scelta del sindaco Italia.

E quest’ultimo ieri sera ha deciso di replicare. Non con un comunicato ufficiale. Con un post sulla propria pagina Facebook. Il sindaco replica duramente agli attacchi definendoli “fantasiosi” o “letture superficiali“, sottolineando come nel ricorso presentato dagli 11 si chieda anche di “annullare la deliberazione di approvazione del rendiconto del 2018 da parte del commissario regionale, allo scopo di reintegrarli nelle proprie funzioni” oltre ovviamente ai decreti di sospensione e di scioglimento del Consiglio comunale.

Motivo per cui a detta di Italia l’opposizione dell’ente al ricorso non è un atto strumentale ma un “atto dovuto a tutela dell’istituzione che rappresento” perché l’annullamento del rendiconto 2018 provocherebbe “un gravissimo danno alla città. Chi si sorprende o scandalizza per un fantomatico atteggiamento antidemocratico del sottoscritto, trascura un dato fondamentale: l’opposizione al ricorso degli ex consiglieri non tutela una posizione personale o politica, ma tutela l’amministrazione comunale, i suoi organi e gli atti da essi adottati“. E proprio su questi ultimi si sofferma la seconda parte della replica del sindaco. Italia sottolinea come con l’annullamento del rendiconto 2018 il Comune non avrebbe potuto accedere al mutuo da 13 milioni di euro per finanziare il bando periferie, così come non si sarebbe potuto procedere alla stabilizzazione dei lavoratori ex Pirelli.

“Senza dimenticare – precisa il sindaco – che l’approvazione nei tempi del rendiconto è stata premessa necessaria per approvare, per la prima volta nella storia della nostra città, un bilancio di previsione nel febbraio di quest’anno. Ogni altra lettura che non metta al centro la necessaria tutela da parte del sindaco della amministrazione che rappresenta – conclude -, degli atti, dei pareri, degli organi, della legge e dell’interesse della cittadinanza, è certamente fuorviante e poco aderente alla realtà“.

Forse, perché in tutta questa lettura amministrativa si omette buona parte di una lettura politica. Quella di un Consiglio comunale che voleva mandare un messaggio di forza al sindaco ma che si è fatto prendere la mano (o non le ha usate entrambe per contarsi), suicidandosi politicamente. Ma soprattutto un Consiglio che se mai dovesse essere restaurato non perderebbe troppo tempo a presentare una mozione di sfiducia al sindaco. E visti i tanti mugugni dopo l’atto di opposizione, questa volta i numeri ci sarebbero. E la volontà, pure.


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