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Siracusa, il Tar annulla la concessione demaniale per il Porto Marina di Archimede

Un’area di 49.794 mq in terraferma e 98.880 di specchio acqueo, che negli ultimi quindici anni è rimasta preclusa alla città e ad ogni altro operatore

Il Tar di Catania ha parzialmente accolto il ricorso proposto per conto di Eni S.p.A. Divisione Refining & Marketing dall’avvocato Corrado Giuliano per l’annullamento della concessione demaniale per il Porto Marina di Archimede-Porto di Siracusa S.p.A. Una decisione che potrà avere una sicura ricaduta sugli attuali assetti del Porto Grande di Siracusa.

Il Tar ha infatti confermato che nel rilascio della concessione non è stato osservato l’obbligo per l’autorità portuale “di riservare nell’ambito portuale spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre imprese non concessionarie”. Secondo la sentenza “è infatti difficile comprendere perché la Società Marina di Archimede s.p.a. dovesse essere resa monopolista di ogni attività, da svolgersi entro l’amplissimo raggio di una concessione demaniale marittima estesa per 49.794,00 mq in terraferma e 98.880,00 di specchio acqueo […] non garantendo in sintonia con il favor Eurocomunitario, il principio di libera concorrenza, il Collegio ha ritenuto inoltre che il modo in cui si è condotta l’amministrazione appare assai poco rispettoso di quanto previsto dal codice della navigazione, oltre che dalla legge sul procedimento amministrativo”.

Inoltre il Tar ha affermato che le opere previste dal progetto della Marina di Archimede, quali quella relativa alla realizzazione di una piscina, di un edificio relativo a hotel, negozi-club house, di un beauty center, di un eliporto, non sono strumentali alla realizzazione del porto turistico e pertanto sono prive di correlazione con le funzioni riservate alla nautica turistica e da diporto. Eni desume che le opere previste nel progetto approvato e poi trasfuso nella concessione demaniale marittima rilasciata alla ditta controinteressata sarebbero dovuti passare da una concessione di lavori pubblici.

La pronuncia – commenta l’avvocato Giuliano – certamente procurerà una serie di criticità alla già critica posizione della Società Marina di Archimede S.p.A- Porto turistico di Siracusa, in concordato preventivo al Tribunale di Roma, del Gruppo Acqua Marcia. Un’area di 49.794 mq in terraferma e 98.880 di specchio acqueo, che negli ultimi quindici anni è rimasta preclusa alla città e ad ogni altro operatore”.


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