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Siracusa, “Il Tempo di Nessuno”: alla Fototeca siracusana la personale fotografica di George Appletree

La mostra intende rappresentare soprattutto le forme e il tempo che accomunano George Appletree con i fotografi che hanno vissuto lo stesso periodo

Si inaugura sabato 17 febbraio 2024, alle 18:30, alla Galleria di Fototeca Siracusana, la personale fotografica di George Appletree intitolata “Il Tempo di Nessuno”, una ventina di lavori che il fotografo ha prodotto dagli anni ’80 fino ad oggi utilizzando diverse tecniche fotografiche, dalla “gomma bicromatata” alla “cianotipia”, dalla “stampa ai sali d’argento” alle istantanee “Polaroid”, componendo un diario personale delle immagini che hanno marcato la sua storia personale.

La mostra intende rappresentare soprattutto le forme e il tempo che accomunano George Appletree con i fotografi che hanno vissuto lo stesso periodo, ovvero l’immagine tangibile di un’epoca che ha tracciato un percorso ben preciso nella storia della fotografia, l’era della generazione dei cosiddetti Boomers.

Questa comunanza costituisce il fuoco di interesse sulla conoscenza dell’autore e sulla valenza della mostra il cui scopo non è quello di omaggiare un artista della fotografia (naturalmente implicito), ma lo stile che ha contraddistinto la vita e il tempo di un fotografo non professionista nell’era della fotografia analogica, senza per questo abbandonare la strada della fotografia che George continua a percorrere ancora oggi con gli strumenti del presente tecnologico.

La mostra “Il Tempo di Nessuno”, si descrive bene nella dichiarazione rilasciata a proposito dall’autore: “Forse le mie immagini abitano un tempo di nessuno. Ho scattato perché un giorno ero lì, ma le mie foto non appartengono a nessun passato. Credo. Non scatto foto per vedere cosa ho vissuto. Non so perché scatto foto, …mi piace. Ricordo di essere stato lì, ma le mie fotografie sembrano registrare un tempo di nessuno. Una dichiarazione di sano disinteresse al narcisismo fotografico o alla bulimica produzione di immagini che rallenta di molto l’idea degli attuali tempi di produzione e consumo della fotografia, riportando di molti anni indietro i meccanismi consumistici della fotografia che oggi tendono verso un Tempo di Tutti e a una Fotografia di Nessuno” .


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