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Siracusa, il viaggio tra gli invisibili: il Talete come casa e la strada come famiglia

Oggi raccontiamo la storia di un giovane 30enne che sogna una donna da amare e la vita di un uomo maturo che ha visitato l'Europa armato solo di un cartone

Ieri abbiamo parlato della storia di Fausto e di un artista di strada, entrambi homeless, entrambi hanno fatto del parcheggio Talete la propria casa. Oggi il nostro viaggio tra gli “invisibili” continua. Ai microfoni di Siracusanews la storia di un 30enne che sogna un giorno una compagna da amare, ma non un figlio.

Fuori dalle telecamere il racconto diventa più sincero, più crudo, più straziante. “No, un figlio mai”, dice. Il motivo è da ricercare proprio nella sua stessa infanzia, con un padre galeotto e un figlio sofferente. Troppo per poter pensare di far soffrire ancora sangue del tuo sangue.

Accanto a lui un uomo molto più maturo, un volto noto in Ortigia. Il suo viso è tutto pieno di rughe, i suoi denti neri, ma quei pochi sorrisi strappati tradiscono anche la “gioia” di vivere la strada. Lui, armato solo del suo cartone per dormire, ha fatto il giro dell’Europa. A Siracusa ha trovato non solo la sua casa, ma anche il clima perfetto per dormire sotto le stelle.

“Qui no freddo, qui buono e gente generosa” – afferma sorridendo.

Con questo sorriso finisce, per il momento, il nostro viaggio tra gli invisibili a Siracusa. L’obiettivo era dare un nome e raccontare il lato umano di persone che possono fare paura. Bevono, bevono tanto purtroppo. Ma anche loro, come tutti, hanno il bisogno naturale di essere accolti in un abbraccio. Che sia di una mamma, di un amico, di una strada o di un parcheggio.


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