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Siracusa, “imperizia, imprudenza e negligenza”: il referto del medico che accusa i colleghi in ospedale

Tre parole - "Imperizia, imprudenza e negligenza" - scritte addirittura in maiuscolo per lasciare intendere la rabbia del medico nei confronti dei colleghi

“Imperizia, imprudenza e negligenza da parte del medico di Pronto soccorso che firma le dimissioni”. No, non è un giudice a parlar male dell’ospedale Umberto I ma a “sentenziare” contro l’operato del Pronto soccorso è un collega del reparto di Urologia che – scritto “nero su bianco” – in un referto ha voluto evidenziare non solo le cure necessarie ma ha anche reso pubblica una comunicazione interna in cui dà ragione proprio al paziente che si era lamentato per la scarsa attenzione rivolta al caso.

Tre parole – “Imperizia, imprudenza e negligenza” – scritte addirittura in maiuscolo per lasciare intendere la rabbia del medico nei confronti dei colleghi. La scorsa settimana un uomo, 72 anni, è entrato al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I in codice giallo per un problema urologico, gli viene effettuata un’eco, dopo oltre 3 ore è dimesso con l’invito a ritornare la mattina dopo. E lui, stanco e sofferente, il giorno successivo si presenta per la nuova visita urologica.

E lo specialista lo riceve, ascolta e legge il referto dei colleghi. Probabilmente si arrabbia, molto. Perché si accorge della diagnosi (un’infiammazione) e della mancanza di terapia medica domiciliare nonostante le indicazioni del giorno prima dopo la consulenza urologica in notturna. “Nonostante specifica indicazione – si legge sul referto – in cui si dava indicazione al Pronto soccorso di eseguire routine ematochimica completa e terapia infiammatoria, il paziente non ha eseguito nessun esame” e “non ha avuta indicata terapia antinfiammatoria con grave nocumento personale per imperizia, imprudenza e negligenza” da parte del medico che firma le dimissioni.

E non finisce qui. A conferma di quanto ipotizzato nella consulenza dell’urologo del giorno precedente, viene confermata la diagnosi “seppur in assenza di ematochimici (non eseguiti colposamente da parte del Pronto soccorso)”. E anche qui l’uso di un termine chiaro – “colposamente” – quindi ovviamente senza la volontà di nuocere al paziente, ma da negligenza, imprudenza, imperizia…


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