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Siracusa, in ferie forzate il direttore sanitario dell’ospedale Umberto I? Bocche cucite all’Asp, tra decisioni e mezze verità |Nominata commissione per il caso Rizzuto

Il direttore sanitario dell'ospedale Umberto I, sarebbe in ferie, che a questo punto sembrerebbero forzate considerando la situazione venutasi a creare all'interno del presidio ospedaliero

Il direttore sanitario dell’ospedale Umberto I di Siracusa Giuseppe D’Aquila, sarebbe in ferie, che a questo punto sembrerebbero forzate considerando la situazione venutasi a creare all’interno del presidio ospedaliero nelle ultime settimane.

Al suo posto le classiche voci di corridoio danno un duo composto da Giuseppe Capodieci (dirigente Uoc Radiologia) e Antonino Bucolo (direttore dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia) a sostegno del vice direttore sanitario Paolo Bordonaro. Queste, a quanto sembra, sono le determinazioni prese dall’azienda sanitaria al termine di un lungo confronto ieri sera con il Covid team, tornato in città per un nuovo confronto sullo stato dei fatti. C’è un marasma nell’azienda sanitaria, ci sono tante richieste di estromissione dei vertici (Ficarra e Madeddu) ma anche tanti che provano a difendere le posizioni dei due. Così, in attesa di comprendere che ne sarà della direzione, la cosa più facile pare sia quella di mettere in ferie il direttore dell’ospedale, magari aspettando tempi migliori per decidere il da farsi. Bocche cucite, come sempre, da quei vertici che oggi vogliono passare indenni dalle forche caudine.

Intanto, dopo il servizio andato in onda lunedì su Rai3 durante la trasmissione “Report”, sembra anche che la Regione voglia nominare una commissione di indagine per far luce sul caso Rizzuto. Un’indagine interna che fa il paio con il fascicolo già aperto dalla Procura di Siracusa. Insomma, per adesso le decisioni ufficiali latitano, si va avanti con mezze verità, indiscrezioni e quel silenzio che ha caratterizzato tutta la fase emergenziale a Siracusa. Mentre politica e sindacati litigano e pressano per chiedere chi la “testa” di Ficarra, Madeddu e Iacolino e chi invece vuole rinviare ogni decisione a dopo l’estate.

“Le decisioni prese ieri sera, dopo le prime valutazioni del Covid Team, con la creazione di un nuovo staff per la direzione sanitaria di presidio, confermano una parte di quanto denunciato dal sindacato”: Questo il primo commento del segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, del segretario generale della FP Cisl, Daniele Passanisi, e del segretario generale della Cisl Medici, Vincenzo Romano. I sindacalisti poi si soffermano anche sui contagi del personale sanitario operante nella struttura di via Testaferrata.

Un dato, incontrovertibile – dichiarano –: se resta basso il numero dei positivi a Siracusa rispetto a quelli della Sicilia, troppo alto è quello degli operatori sanitari. Ieri sera erano 27 su 124. Sono il 21,77 per cento dei positivi, ben 11,44 per cento in più della media nazionale. Un così alto dato percentuale serve, purtroppo, a confermarci quanto segnalato e denunciato fin dall’inizio. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ausiliari e pulizieri, stanno pagando il prezzo di una improvvisazione che ha accompagnato tutta la prima fase dell’emergenza”.

Per la Cisl il contagio sarebbe stato causato dalla promiscuità dei locali del pronto soccorso, la mancanza di zone “sporche” e zone “pulite”. Situazioni che avrebbero portato il personale a operare, spesso, senza le dovute protezioni e in condizioni di assoluta precarietà.

“Siamo in attesa dell’esito di altri tamponi – aggiungono i tre segretari – Tra medici, infermieri, oss e gli altri operatori, c’è la consapevolezza di essere a rischio. Stiamo gridando sin dal primo momento che vanno tutelati loro per poter tutelare i cittadini. Ognuno di loro si sta spendendo, ogni giorno, senza risparmio. Inaccettabile che qualcuno sposti su di loro l’attenzione: i sindacati e l’intera comunità stanno dalla loro parte. Fin dal primo minuto. Non provi a giocare con l’intelligenza del prossimo chi, invece, si spende in difese d’ufficio di quanti, ad oggi, non sono riusciti a governare l’emergenza. I numeri sono questi e probabilmente in difetto”.


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