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Siracusa, in fiamme il chiosco al molo S. Antonio

In settimana, riferisce il sindaco Francesco Italia giunto sul posto, il primo cittadino si era recato negli uffici per comprendere il motivo per il quale si era bloccato l'iter di demolizione, bloccatosi già a inizio anno

In fiamme il chiosco al molo S. Antonio. Poco prima delle 15 la struttura all’interno del parcheggio è stato avvolto da un incendio scaturito per motivi ancora da stabilire. Sul posto si sono recati i Vigili del Fuoco, la Polizia municipale e di Stato.

In settimana, riferisce il sindaco Francesco Italia giunto sul posto, il primo cittadino si era recato negli uffici per comprendere il motivo per il quale si era bloccato l’iter di demolizione, bloccatosi già a inizio anno. “Ci sono situazioni che andranno verificate – ha spiegato in diretta su SiracusaNews – nonostante varie sollecitazioni la struttura non era stata ancora demolita e mi era stato riferito che la prossima settimana sarebbe stata eliminata. Ci sono una serie di coincidenze che fanno pensare che siano necessarie delle indagini”.

Il chiosco in legno al molo Sant’Antonio avrebbe già dovuto essere demolito. La Giunta municipale a febbraio aveva approvato un atto di indirizzo invitando il dirigente a procedere con la demolizione del chiosco perché poteva rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità e per liberare i circa 250 metri quadrati da utilizzare per ampliare il parcheggio.

In relazione all’incendio del chiosco abusivo al Molo S.Antonio, l’assessore alla Legalità, Fabio Granata, non è tenero: “si tratta di un fatto grave e dalle chiave di lettura inquietante. La Giunta, lo scorso mese di febbraio, aveva ordinato la demolizione della struttura, e ripetutamente sia il sindaco Francesco Italia sia l’assessore al ramo Maura Fontana avevano sollecitato gli uffici per procedere in questa direzione. Proprio ieri mattina il sindaco aveva dato un fermo ultimatum all’Ufficio Tecnico affinché venisse finalmente attuata la demolizione. Oggi il rogo, in una giornata peraltro caratterizzata dalla presenza in città di molte personalità politiche e istituzionali. La vicenda merita di essere approfondita; e sia il sindaco Italia sia l’assessore Fontana sono a completa disposizione degli organi inquirenti per chiarire ogni dettaglio di questo travagliato iter di demolizione”.

Una storia iniziata nel 2008, quando il Comune stipulò una convenzione con un privato per la gestione della struttura per trasformarla in info point con annessi servizi igienici: Ma alla scadenza naturale la convenzione non è stata rinnovata. A novembre dello scorso anno l’ente di Palazzo Vermexio è rientrato in possesso del manufatto, in stato di completo abbandono e degrado, anche a causa di atti vandalici subiti.

L’amministrazione comunale ha verificato e conclamato la condizione in cui si trovava la struttura ritenendo che costituisse pericolo per la pubblica incolumità e che potesse diventare ricettacolo di animali randagi, insetti o comunque essere adibito a ricovero abusivo dai senzatetto.


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