fbpx

Riapertura di nidi e materne: approvate le linee guida per la ripresa delle attività

Siracusa, “inaccettabile dietrofront sul Patto raffinazione”: ira Prestigiacomo contro il Governo

"Al sud non si può vivere solo di reddito di cittadinanza e di demagogia. La demagogia non serve a far la spesa al supermercato e di reddito di cittadinanza, sul divano, di può solo morire"

“Con risibili e inesistenti motivazioni addotte dalla Ragioneria Generale dello Stato, una norma d’indirizzo politico che non prevedeva impegni automatici di spesa, è stata cancellata dal decreto rilancio la norma frutto del mio emendamento che introduceva il “Patto Stato – Industrie della raffinazione”, destinando agli investimenti per l’occupazione e le tecnologie “sostenibili” una quota delle enormi accise fiscali e dell’imposte sul valore aggiunto che gravano sul settore”. Queste le parole della parlamentare siracusana Stefania Prestigiacomo, commentando il dietrofront sul proprio emendamento, approvato pochi giorni fa all’unanimità dal Parlamento dopo aver ricevuto il parere favorevole del Governo.

Un emendamento che la parlamentare siracusana aveva presentato appena 5 giorni fa in commissione Bilancio in occasione della discussione del Decreto Rilancio e che aveva ottenuto il “sì” all’unanimità. In base all’accordo “Stato – Raffinazione” parte delle accise pagate dalle aziende del polo industriale siracusano sarebbero “tornate” ai privati per poter sviluppare interventi nel territorio di riqualificazione energetica. Un patto che per sommi capi avrebbe fin da subito mobilitato somme che si sarebbero attestate intorno al miliardo di euro e che, soprattutto, avrebbe fornito una prima risposta al campanello d’allarme sulla possibile “desertificazione” del distretto energetico di Siracusa lanciato nelle scorse settimane dal presidente di Confindustria, Diego Bivona.

Per la deputata nazionale quanto accaduto è “ovviamente una scelta politica contro il Mezzogiorno, fatta proditoriamente con un espediente tecnico, che suona quasi come un invito alle industrie del settore, gravemente segnato dalla crisi, a smobilitare, a desertificare ulteriormente il sud del paese, economicamente distrutto dalla pandemia – conclude -. A un Mezzogiorno che quest’anno vedrà falcidiate le proprie entrate turistiche a causa dell’emergenza Covid, si nega anche la possibilità di investimenti green e di consolidamento dei livelli occupazionali. Al sud non si può vivere solo di reddito di cittadinanza e di demagogia. La demagogia non serve a far la spesa al supermercato e di reddito di cittadinanza, sul divano, di può solo morire. Un dietro front inaccettabile che conferma lo stato confusionale del governo giallorosso, pericoloso per l’italia e i suoi cittadini”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo