“Quest’anno la medaglia del premio Eschilo è la riproduzione del primo conio delle rappresentazioni classiche”. A spiegarlo è il gioielliere Massimo Sinatra che da tempo collabora con la fondazione Inda. QUI il video
L’Eschilo d’oro è il riconoscimento assegnato dal 1960 dalla Fondazione Inda a personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina. Nel corso degli anni è stato assegnato tra gli stranieri ai registi Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche a Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Irene Papas. Nel 2020 a essere insignita dell’Eschilo d’oro è stata Eva Cantarella. Mentre quest’anno è andato a Guido Paduano: professore di Filologia classica presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Pisa.
Sinatra collabora con la fondazione non solo per la targa del premio, ma anche per la produzione dei gioielli di scena. Un lavoro di squadra braccio a braccio con la fondazione, sarte e costumiste, per mettere in scena la classicità.
Sinatra racconta i piccoli segreti della realizzazione dei gioielli di scena che, chiaramente, cambiano in base alle scelte stilistiche del regista: “Ricordiamo che nell’antica Grecia si utilizzava solo oro e argento, quindi adesso se l’obiettivo è riprodurre fedelmente quell’atmosfera si utilizzano solo questi due”.
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