Siracusa, inquinamento industriale: il Comune presenta le nuove prescrizioni Aia. “Riduzione del 20% degli inquinanti in atmosfera”

Delle prescrizioni che secondo una prima stima fornita dall'ente potrebbero portare a una riduzione del 20% di immissione di sostanze inquinanti in atmosfera

Nuove Aia (Autorizzazioni Integrate Ambientali), ci siamo. Stamattina a Palazzo Vermexio, alla presenza del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo sono state presentate le nuove prescrizioni dopo la Conferenza dei Servizi in cui si è discusso il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale di Lukoil. Il Comune di Siracusa, rappresentato a Roma dall’assessore alle politiche Ambientali Pierpaolo Coppa e dal consulente Giuseppe Raimondo, così come richiesto nei tavoli tecnici è riuscito a ottenere misure particolarmente stringenti per gli impianti insistenti nella zona industriale. Un risultato frutto di un lavoro lungo due anni e che oggi è stato accolto con grande soddisfazione.

Senza voler scendere troppo in termini tecnici, le nuove autorizzazioni imposte dall’ente comunale e approvate dal Ministero fanno venire meno il principio di “bolla di raffineria” e sono stati anche ridotti i limiti di emissioni sia per quanto riguarda quelle diffuse e fuggitive sia per le convogliate. Per quanto riguarda gli altri inquinanti come H2S, COV (Composti organici volatili), CO, NH3 e polveri sottili, questi avranno dei limiti puntuali e ben precisi per ogni singolo impianto. Delle prescrizioni che secondo una prima stima fornita dall’ente potrebbero portare a una riduzione del 20% di immissione di sostanze inquinanti in atmosfera.

Oltre alle concentrazioni sono stati individuati anche dei limiti massici al fine di ridurre l’immissione di sostanze indipendentemente dalle concentrazioni. Altra prescrizione cui l’azienda dovrà sottostare è quella di installare un impianto di recupero vapori nei serbatoi a tetto fisso. A tale riguardo l’azienda del polo petrolchimico dovrà presentare, entro 6 mesi dalla pubblicazione del Decreto, un programma che riguarda gli adeguamenti dei serbatoi e degli impianti.

Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto – ha detto il sindaco Garozzo – anche perché molti contenuti delle autorizzazioni sono il frutto delle proposte avanzate da noi il cui accoglimento non era scontato. Il Comune siede al tavolo dal 2015 con il preciso obiettivo di mettere fine al fenomeno delle cosiddette molestie olfattive che sono state pure oggetto di nostri esposti in Procura. La nostra è un’operazione trasparenza. Le nuove prescrizioni fanno compiere un deciso salto in avanti nella lotta all’inquinamento e questo è un risultato estremamente importante. Adesso gli organi preposti devono vigilare affinché vengano osservate e vengano rispettati i tempi“.

Il risultati più rilevante ottenuti, ha spiegato l’ingegnere Raimondo, sono che l’azienda dovrà ridurre del 20 per cento i composti organici volatili (Cov) e le polveri sottili emessi nell’aria e che la misurazione avverrà costantemente camino per camino e non più come se tutti i gas provenissero da un unico “camino virtuale”, la cosiddetta “bolla di raffineria”. Dunque un controllo più capillare che permetterà di individuare meglio da dove provengono e quali sono le sostanze inquinanti presenti oltre i limiti, mentre il principio della “bolla di raffineria” sarà mantenuto solo per gli ossidi di azoto (NOx) e per l’anidride solforosa (SO2); comunque dal calcolo verrà estromesso il cosiddetto “turbogas”. Altri risultati ottenuti ed evidenziati da Raimondo sono la riduzione dell’olio combustibile denso (Ocd) e l’installazione di sistemi di recupero dei vapori negli impianti di stoccaggio a tetto fisso oppure l’installazione dei tetti galleggianti.

Altro passaggio importante – ha aggiunto l’assessore Coppa – è la previsione di un piano di monitoraggio e controllo proposto dall’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale), sia per quanto riguarda le emissioni che l’osservanza delle prescrizioni. Tutto questo non è la soluzione del problema ma una parte di essa, certamente quella più rilevante perché riguarda i due impianti più grossi. Adesso per migliorare questo effetto di riduzione e prevenzione dell’inquinamento, che riguarda tutte le matrici ambientali e dunque non solo l’aria, bisogna procedere con il rilascio dell’Aia ad altri impianti come Esso, Sasol e Ias, e che anche le altre istituzioni facciano il loro dovere. Occorre per esempio che la Regione, la cui assenza della commissione istruttoria è stata avvertita, renda operativo il piano regionale della qualità dell’aria. Uno strumento che avrebbe consentito di estendere le prescrizioni a tutta la zona industriale siracusana”.


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