Plaude al lavoro della Procura ma da tecnico si aspettava anche maggiore attenzione sulla questione Ias. Giuseppe Raimondo, esperto in tematiche ambientali del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, dà un giudizio più che positivo al lavoro svolto dal Procuratore Capo Francesco Paolo Giordano e dagli altri pm siracusani (Brianese, Di Mauro e Lucignani) che ha portato al sequestro preventivo di alcuni impianti Isab ed Esso.
Allo stesso tempo però, così come fatto dal primo cittadino, anche l’ingegnere nell’analizzare le prescrizioni presentate dalla Procura alle aziende, rivendica il proprio lavoro svolto in sede ministeriale per il rinnovo delle Autorizzazioni integrate ambientali (Aia). Soffermandosi sempre sulle prescrizioni, Raimondo conferma che queste non potranno essere la soluzione al cosiddetto “mal d’aria” della provincia, anche perché, oltre alle aziende del polo petrolchimico, sul territorio insistono stabilimenti come il depuratore consortile Ias che a oggi non è soggetto ad Aia e che, visto il trattamento di fanghi e reflui industriali, potrebbe essere un altro punto di immissione di miasmi in atmosfera.
Chiusura dedicata alla rete di monitoraggio (che dal Libero Consorzio passa di competenza ad Arpa) e alla richiesta giunta a gran voce di acquisire e inserire nella rete di monitoraggio della qualità dell’aria anche le centraline del Cipa, il consorzio industriale di protezione ambiente, totalmente finanziato dalle ditte della zona industriale. L’esperto del sindaco afferma che non è necessario integrare la rete pubblica già esistente con quella privata e che l’ente non ha mai attinto in questi tre anni di lavoro per il rinnovo Aia ai dati del Cipa.