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Siracusa, Isab: Zappulla (Sinistra Italiana-Avs): “Nodo occupazione e piano industriale”

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Zona industriale di Siracusa vista da Melilli

“Il ministro Urso ha dichiarato che la Ludoil, la nuova proprietaria della raffineria Isab di Priolo, deve prima garantire il fabbisogno nazionale di prodotti petroliferi e poi aprirsi al mercato estero. Questa condizione “contrattuale”, a dire del Ministro, sarà parte integrante del Golden Power, punto su cui il governo intende impuntarsi. Vedremo se accadrà.

I sindacati rispondono che occorre garantire anche i livelli occupazionali e all’azienda sollecitano la presentazione del piano industriale. Noi continuiamo ad essere preoccupati su entrambi i punti”

Così Sebastiano Zappulla, segretario provinciale Sinistra Italiana-Avs

“Primo perché la raffineria Isab, anche sotto la proprietà Ludoil, ha assegnato a Trafigura il contratto di fornitura del petrolio e commercializzazione dei prodotti lavorati. Trafigura, è bene che si sappia, ha in essere un accordo esclusivo con gli USA per l’acquisto di petrolio venezuelano e la vendita di benzine. Non è che la raffineria Isab di Priolo è funzionale a questo accordo tra Trafigura e gli USA? E, di conseguenza, saprà il nostro governo eventualmente imporre l’interesse nazionale a quello degli USA? Secondo, non c’è traccia di un piano industriale di rilancio del sito, al netto di qualche investimento annunciato ma tutto da verificare. Già in passato è capitato di leggere d’investimenti importanti mai realizzati. Da quando la vicenda Isab ex Lukoil ha guadagnato gli onori della cronaca, al governo c’era Draghi, noi abbiamo seguito lo sviluppo degli eventi con una certa preoccupazione. Una vicenda complessa e intricata, condizionata da eventi di natura internazionale-vedi la guerra in Ucraina- da interessi nazionali e da speculazioni finanziarie.

Oggi prendiamo atto di un esito che a noi è sembrato segnato e per certi versi scontato fin dall’inizio.

La più grande raffineria italiana, definitiva strategica dal governo Meloni, di strategico ha ben poco. A Urso e al governo Meloni interessa solo che l’Isab continui a garantire la fornitura della sua quota parte del fabbisogno nazionale di prodotti petroliferi, pari a circa il 22% del totale. Il resto non interessa. Il resto non conta. Come dire: se va bene avremo il 22% della benzina prodotta da Isab, Trump permettendo”.


“Un asset strategico, – conclude – che avrebbe potuto svolgere, insieme agli altri players internazionali, una funzione di riferimento per il rilancio dell’intero settore industriale siracusano nel solco della transizione energetica è rimasto, purtroppo, oggetto del contendere di una vicenda commerciale e finanziaria, di cui ancora oggi non conosciamo i reali possibili esiti.”

Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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