Corpi che recitano sotto un sole cocente, in una continuità di movimenti armonizzati che rievocano il mito della Magna Grecia. Paesaggio e natura insieme, in una fusione perfetta che induce a un salto nell’VIII secolo a.C., reso possibile anche perché a far da cornice è la maestosità dell’Anfiteatro Romano, in cui questa mattina si è svolto il “Festival della Filosofia in Magna Grecia”, al quale hanno aderito oltre 600 studenti provenienti sia da scuole locali, sia da altri istituti italiani.
Per la prima volta in Sicilia, il Festival, giunto alla sua XVII edizione, pone al centro dell’attenzione le scienze filosofiche, presentando una sintesi dei lavori svolti durante laboratori organizzati tra Catania, Noto, Bronte e Siracusa. Un’esperienza emotiva e di forte impatto che tra gli obiettivi prioritari intende attivare un processo di benessere che serva ai ragazzi per farli stare bene sia con se stessi, sia con gli altri e, al contempo, sviluppare un “pensiero critico” lontano dalle mura accademiche e proiettato nell’agorà, anticamente la piazza principale della polis, dove la Filosofia è sempre stata protagonista.
Nato dall’associazione omonima, il Festival ha avuto origine nel territorio dell’antica Elea Velia, nel Cilento. L’apertura ufficiale siciliana si è svolta a Catania, al Metropolitan con lo “spettacolo Keramos II: Pathos” di Dario La Ferla al quale hanno partecipato i ragazzi del III anno dell’Accademia d’arte del Dramma antico “Giusto Monaco” dell’India. L’iniziativa gode del Patrocinio del presidente della Repubblica che ha assegnato al “Festival della filosofia in Magna Grecia” una medaglia per l’alto valore culturale.
Cecilia Santoro
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