Siracusa, la legge antinquinamento lacera lo strappo in Forza Italia: Prestigiacomo critica il partito regionale

L'ex ministro all'Ambiente critica la legge approvata dal parlamento regionale dichiarandola "tecnicamente sbagliata, inapplicabile e chiaramente incostituzionale"

La legge antinquinamento approvata dall’Ars apre la spaccatura all’interno di Forza Italia. Il deputato nazionale, nonché ex ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, infatti non lesina critiche al suo partito a livello regionale. “Sono rimasta stupefatta dalla lettura del testo che l’assemblea regionale Siciliana ha approvato in materia ambientale – dice -. Una legge presentata contro l’inquinamento ma che appare tecnicamente sbagliata, inapplicabile e chiaramente incostituzionale.”

Parole che fanno il paio con le critiche già mosse ieri dal presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, che riferendosi al Simage ha parlato di un “sistema superato” e inapplicabile nei poli industriali siciliani perchè nato “per le specificità di Porto Marghera”, dove è già in funzione.

Prestigiacomo, da tempo ai ferri corti con Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e leader forzista sull’isola, oggi rincara la dose, accusando i deputati regionali di FI di essere parte di “una saga in cui la demagogia si somma a mancanza di conoscenza del quadro normativo generale e a una cultura anti-industriale che è devastante per la nostra Regione. Noi abbiamo bisogno – prosegue ancora l’ex ministro nel bocciare la legge proposta e approvata dall’Ars insieme con il Movimento 5 Stelle – di lavoro, di industrie pulite, di green economy non di slogan e vaffa“.

La parlamentare va poi sul piano tecnico della legge sostenendo come sia impossibile dimostrare che il superamento dei limiti di emissione di un singolo impianto (regolati dall’Aia e dal decreto legislativo 152) determinino il superamento dei limiti fissati dal 155/2010 per un territorio.

Inserire postazioni di controllo per verificare emissioni di parametri non normati e pubblicarli – dice la parlamentare nazionale – genera solo confusione nell’informazione ambientale. Non è comunicazione ambientale, à allarmismo tanto al chilo. Non si possono introdurre per gli impianti Aia nuove sanzioni non previste dal 152 e non si possono inserire norme che riguardino impianti Aia se non a livello statale.”

La Prestigiacomo ribadisce come le leggi sulla qualità dell’aria ci siano tutte, e che basterebbe applicarle e farle rispettare dagli organi preposti ai quali è demandato il controllo, ovvero il sistema nazionale di protezione ambientale costituito da tutte le agenzie regionali e che fa capo ad Ispra.

Prevedere poi la facoltà per i comuni di aderire a queste previsioni e un conseguente sistema sanzionatorio – conclude – sa di far west, in cui alcuni comuni saranno più rigidi e altri più “laschi” in un tema serissimo come la tutela ambientale. Inutile fare battaglie su plastic tax e sugar tax, questo è molto peggio: si cancella l’economia siciliana a colpi di incomprensibile demagogia.” Ma soprattutto si apre la guerra, fin qui sotterranea, all’interno delle anime siciliane di Forza Italia.


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