Siracusa, la Leopolda 10 vista da vecchi e “nuovi” renziani: “la fase della rottamazione si è conclusa. Ora una nuova sfida”

Renziani della prima ora, transfughi e delusi del Pd. Erano circa un centinaio i siracusani presenti alla Leopolda 10 svolta a Firenze

Renziani della prima ora, transfughi e delusi del Pd. Erano circa un centinaio i siracusani presenti alla Leopolda 10 svolta a Firenze. Un appuntamento, il primo targato Italia Viva che ha visto un’ampia partecipazione di quella che è l’attuale classe politica siracusana: dall’ex sindaco Giancarlo Garozzo, al capo di Gabinetto (e sindaco di Ferla) Michelangelo Giansiracusa, passando per l’assessore Furnari e l’ex “piddino” Gaetano Cutrufo. Loro ma non solo. C’erano tanti giovani ex democratici e molte altre figure che gravitano intorno al panorama politico siracusano.

Tra lunghe file per entrare alla Leopolda, tavoli di confronto e scambio di pareri con altri amministratori o semplici cittadini, tutti si sono dichiarati ampiamente soddisfatti della nuova creatura Renziana. Italia Viva si vuole presentare come un partito rinnovatore con il suo leader, Matteo Renzi, che vuole archiviare la fase con i democratici e la vecchia immagine che dava di sé. E a Siracusa (e non solo) questo nuovo contenitore politico sembra aver subito attecchito. In molti hanno già strizzato l’occhio a Italia Viva, tanto che nel capoluogo è già nato un gruppo consiliare (uno dei primi in Italia) e molti altri sono sull’uscio pronti a entrare. Il partito per definizione si definisce una forza centrista, pronta ad accogliere i delusi di Forza Italia, quelli del Pd, ma anche i pentastellati pentiti.

Talmente tanti da portare fin da subito l’ex sindaco Giancarlo Garozzo a dichiarare pubblicamente che Italia Viva non sarà “un taxi”, chiarendo di fatto che le maglie di accesso al partito dovrebbero essere abbastanza serrate. “Quella battuta – ammette l’ex sindaco Giancarlo Garozzo – era rivolta a tutti quelli che hanno abbandonato Renzi una volta caduto il Governo, per poi salire sul nuovo carro del vincitore. Non penso che Italia Viva sia un nuovo partito “rottamatore”, quella fase si è conclusa. In parte la rottamazione è avvenuta, ma poi alcuni anticorpi della politica – prosegue Garozzo facendo riferimento alle guerre intestine che hanno logorato il Pd – hanno reagito portando quella fase a esaurimento. Oggi, come auspicavo, è nato un nuovo partito con una leadership forte come quella di Matteo Renzi“.

Parole decise quelle di Garozzo, che evidenziano la volontà di tornare a cavalcare la “tigre” della politica. Lui come Renzi, dieci anni dopo la prima Leopolda decidono in parallelo di rimettersi in gioco. “Ma 10 anni fa – prosegue Garozzo – eravamo molti meno. Quella di quest’anno penso sia stata un’edizione da record con persone rimaste fuori per tutti e tre i giorni. Qualcosa di incredibile. A differenza degli altri anni in cui non c’era alcun simbolo di partito, questa è la prima Leopolda di Italia Viva. Sono emozionato perché tutti erano lì in attesa della presentazione di questo nuovo progetto. In questi tre giorni non si è parlato solo di contenuti per il Paese ma di un contenitore politico che deve sviluppare contenuti per il Paese.”

Meno emozionato, ma molto più proiettato verso il futuro è Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e capo di Gabinetto a Siracusa, anche lui un renziano della prima ora. “La Leopolda – dice – è sempre una bella festa di partecipazione. Ho condiviso l’azione riformatrice di Matteo Renzi al governo del Paese, percepita molto negativamente a causa delle divisioni all’interno del partito. Credo che oggi tutte le forze liberali e socialdemocratiche debbano costruire un campo largo alternativa alle destre populiste. Per fare questo bisogna mettere a tacere personalismi e distinguo. Come ha detto Dario Nardella aprendo i lavori della Leopolda gli avversari politici sono fuori dalla coalizione di governo e non dentro. Resto in attesa di comprendere come concretamente Italia Viva, il Partito Democratico, Siamo Europei riusciranno a interpretare questa voglia di unità e di cambiamento di cui il Paese ha bisogno“.

Per l’assessore alle politiche Sociali di Siracusa, Alessandra Furnari, il minimo comune denominatore della Leopolda 10 è stata “entusiasmo”. “Mi sono ritrovata con accanto cinque signore ultrasessantenni che si mettevano d’accordo per ritrovarsi l’indomani alle 5 del mattino pur di non restare fuori – ha detto -. Penso denoti ottimismo, voglia di fare ed entusiasmo per il clima che si è creato. Non c’è stato spazio per polemiche o altro, ma un crescendo di idee, progetti e buone intenzioni“.

Presente quasi fino alla fine anche Gaetano Cutrufo, presidente del Siracusa calcio e da tempo attivo in politica. Un riavvicinamento il suo, dopo la delusione patita tra le fila del Pd esplosa con l’estromissione tra i candidati “Democratici” in occasione delle regionali 2017 e l’appoggio alle ultime amministrative di Ezechia Paolo Reale. “Per me – precisa – questa è stata la prima Leopolda. È stata una bella esperienza, con un bell’ambiente e ben organizzata e piena di contenuti. Il mio riavvicinamento a Renzi nasce dal fatto che sono sempre stato un uomo di centrosinistra e la mia esperienza alle scorse amministrative nasce dalla delusione maturata dopo le ultime regionali“.

Ma Cutrufo non è solo un uomo di politica, è anche e forse soprattutto uno degli imprenditori della provincia più in voga del momento. E Renzi, nel suo discorso finale ha parlato molto di imprese e sviluppo del Paese. “Da imprenditore – conclude Cutrufo – credo che sicuramente Renzi e il suo partito siano una figura da guardare con attenzione“.

Ma per adesso per Cutrufo, nessuna tessera. Insomma, Italia Viva sondaggi alla mano non arriverebbe ancora al 7%, ma a Siracusa sembra aver già spiccato il volo e avere una base solida e coesa. Adesso non resta che attendere il primo banco di prova, uno “stress test” che verosimilmente potrà dare l’idea di quelle che potranno essere le ambizioni del partito e dei tanti siracusani che lo stanno vivendo. Tutti pronti a sfruttare una seconda occasione.


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