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Siracusa, la “luce” del “Seppellimento di Santa Lucia”: il ricordo di Fausto Spagna sul ritorno del Caravaggio al Bellomo

"Pensammo allora con Renzo Monteforte, amico e grande uomo di teatro, di illuminare piazza Duomo e le sue Chiese come se fosse un grande palcoscenico e vietare nella zona il traffico veicolare"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta scritta da Fausto Spagna, 74 anni, avvocato, già sindaco di Siracusa dal 1984 al 1989, deputato regionale dal 1991 al 2001 e dirigente Generale della Regione Siciliana dal 2001 al 2010 in merito alla vicenda inerente il trasferimento del Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio.

Sento il dovere di intervenire per ricordare un evento significativo per Siracusa. La fortuna, e le responsabilità, dell’essere Sindaco in quel preciso momento, mi fecero pensare alla difesa della nostra storia, anche attraverso un’importante opera d’Arte che veniva restituita alla Città dopo lungo tempo.

Ricordo che l’evento per il ritorno del “Seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio a Siracusa, al Museo Bellomo, dopo un restauro durato un decennio, fu accuratamente organizzato dal Comune, d’intesa ovviamente con la soprintendenza del Dott. Voza. Era stato preparato un convegno per illustrare dettagliatamente il restauro del dipinto. Poi, il folto gruppo di ospiti e di invitati si sarebbe recato a piedi da Palazzo Vermexio al Museo Bellomo.

Un percorso praticamente al buio perché piazza Duomo era poco illuminata, come del resto via della Conciliazione e via Capodieci. Pensammo allora con Renzo Monteforte, amico e grande uomo di teatro, di illuminare piazza Duomo e le sue Chiese come se fosse un grande palcoscenico e vietare nella zona il traffico veicolare. La prima isola pedonale. Fu Renzo, personalmente, a posizionare i corpi illuminanti. Inserimmo anche alcune fioriere lungo il percorso.

L’effetto raggiunto fu straordinario. L’apprezzamento unanime. Ricordo ancora i commenti lusinghieri di molti ospiti, tra cui Lina Wertmuller, Leonardo Sciascia, Antonello Trombadori e tanti altri esponenti. L’indomani il Comune fu sommerso da messaggi da parte di operatori commerciali, turisti, cittadini che chiedevano il mantenere la speciale illuminazione di piazza Duomo ed il divieto di traffico in quell’area. Così fu fatto.

Unica nota negativa, che si sarebbe ripetuta nel tempo: durante la notte furono vandalizzate e sottratte gran parte delle fioriere.

Sono passati ben 36 anni da quel momento storico. Siracusa, e Ortigia, sono cambiate in meglio. Sono stati restituiti dignità e decoro ai luoghi storici. Ritengo che il Caravaggio abbia fortemente contribuito a questo risultato. Un ringraziamento a chi ha avuto l’onere di conservare l’Opera, e cioè alla Curia Arcivescovile che ne ha anche garantito la fruizione.

La dignità di un popolo si misura nella tolleranza e nella condivisione ma anche nella difesa del patrimonio artistico, culturale ed archeologico. In un momento talmente difficile, quale quello che stiamo attraversando, non sarebbe giusto subire decisioni non condivise ed imposte a danno di Siracusa. Apprezzo il grande movimento, specie da parte delle nuove generazioni, che leggo sulla stampa a difesa del dipinto, perché non si muova e perché il restauro avvenga nella nostra città, costituendo una importante occasione di rilancio per la nostra immagine di città d’arte. Auspico che istituzioni e società civile facciano quadrato attorno a Siracusa, per la difesa della dignità di ogni cittadino, salvaguardando la nostra storia ed ogni sforzo finora compiuto”.


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