Un tentativo di ricucire lo strappo con il sindaco Garozzo e tante lacrime. Quella di oggi per Fabio Moschella è stata senza dubbio una giornata particolarmente intensa. Il candidato sindaco della coalizione di centro sinistra questa mattina ha tentato un (forse) ultimo approccio con il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, di ricompattare tutta la coalizione sotto il proprio nome. I due si sono incontrati in modo più o meno casuale in occasione della presentazione delle Rappresentazioni classiche dell’Inda. Garozzo doveva essere presente, in qualità di presidente della Fondazione, Moschella no.
I due comunque si sono parlati in una stanza adiacente a dove si stava svolgendo la presentazione degli spettacoli e pare proprio che Moschella abbia chiesto al sindaco Garozzo di ritirare la candidatura di Italia, così da riunire tutto il centrosinistra sotto un unico nome. Quello di Moschella per l’appunto. Una richiesta cui il primo cittadino ha risposto picche, intenzionato ad andare avanti e a supportare la candidatura del suo vice, Francesco Italia. Ma la delusione per il “no” ricevuto non è stata l’unica forte emozione per l’animo di Moschella.
Il candidato sindaco, dopo nemmeno mezz’ora era infatti presente nella sede provinciale del Partito Democratico per incassare la fiducia del partito e dei suoi massimi esponenti: Alessio Lo Giudice, segretario provinciale del PD, Bruno Marziano, ex assessore Regionale, Marika Cirone Di Marco, ex deputato regionale, Marco Monterosso, segretario cittadino e Sofia Amoddio, ex deputato nazionale. Tutti convinti e tutti sicuri che il nome di Moschella sia quello giusto per ottenere nuovamente la fiducia della cittadinanza e confermare in città un nuovo governo di centrosinistra dopo quello del “sedotto e abbandonato” Garozzo. Proprio sulla non totale compattezza del centrosinistra si è soffermata Sofia Amoddio, che senza voler troppo affondare il colpo ha definito semplicemente “un errore” la scelta del sindaco e dei renziani della prima ora di correre in parallelo.
Ma a colpire Moschella sono stati i tanti attestati di stima da parte dei vertici del partito, non ultime le parole di Bruno Marziano che ha ricordato l’amicizia e i rapporti di vecchia data che legano i due, parlando di “mezzo miracolo” compiuto dal candidato sindaco, capace di ricompattare quasi tutto il Partito Democratico. Poi le lacrime, quasi a voler stemperare la tensione e a voler far scorrere via una giornata fin qui troppo intensa… e siamo solo all’inizio.
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