Siracusa, la Prefettura difende l’ordinanza e punta il dito contro i sindacati: “attacchi strumentali”

La massima espressione del Governo nazionale sul territorio replica aspramente alle dichiarazioni e alle mobilitazioni degli ultimi giorni dei sindacati

Prefettura e sindacati ai ferri corti. Dopo le ultime manifestazioni di dissenso da parte delle tre maggiori sigle sindacali che a gran voce hanno espresso il proprio dissenso – dando vita a diverse forme di protesta- a stretto giro di posta non si è lasciata attendere la replica della Prefettura.

La massima espressione del Governo nazionale sul territorio, attraverso una nota a firma del funzionario in turno di reperibilità, tiene ancora una volta a chiarire la posizione del palazzo di piazza Archimede. Nella nota si evidenzia come “l’ordinanza emanata… non riguarda né avrebbe potuto riguardare in alcun modo l’esercizio del diritto di sciopero, che com’è noto, è un diritto costituzionalmente garantito”. Insomma, la Prefettura tiene nuovamente a precisare come il provvedimento abbia come unico scopo quello di prevenire i blocchi stradali dei mesi scorsi in zona industriale che hanno impedito, seppur per poche ore, lo svolgimento a pieno esercizio delle aziende presenti nel polo petrolchimico.

Azioni attuate “da gruppi di lavoratori dipendenti da altre imprese – si legge ancora nella nota della Prefettura – e sorprendentemente guidati da taluni esponenti dei sindacati confederali. Tali azioni, infatti, sono e rimangono assolutamente illecite e oggi penalmente sanzionate dall’articolo 23 del Decreto Sicurezza”. Per questo motivo la Prefettura non capisce il motivo della mobilitazione  degli ultimi giorni ma anzi getta una pesante accusa nei confronti delle organizzazioni sindacali.

Non si comprendono le doglianze – si legge ancora – manifestate dagli esponenti sindacali e riportate dalla stampa locale, ove si fa riferimento a inesistenti compressioni di diritti di libertà dei lavoratori, a meno di non volere ritenere che compiere azioni illecite rappresenti l’esercizio di un normale diritto sindacale”. Insomma, se fino a ieri erano soprattutto Cgil, Cisl e Uil ad alzare il tono, oggi la Prefettura ribatte colpo su colpo. E rilancia: “Contrariamente a quanto affermato da alcuni esponenti sindacali confederali, in Prefettura, non è tutt’oggi pervenuta alcuna formale richiesta di incontro da parte dei segretari provinciali”.

In pratica, le parti al netto dei comunicati stampa e delle interviste non si sono mai confrontate direttamente tra loro, ma in un rapporto che appare ormai incrinato non è detto che ciò possa accadere a breve. La nota della Prefettura, infatti, si chiude con un’apertura parziale ai sindacati dato che ogni richiesta di incontro verrà presa in esame “nei modi e nei tempi che il Prefetto riterrà opportuni. Si auspica, infine, che cessino mistificazioni oratorie volte soltanto a screditare infondatamente l’immagine delle Istituzioni e ad attribuire falsamente finalità al provvedimento prefettizio che non ha mai inteso avere, al solo scopo di strumentalizzare tale provvedimento per scopi non noti alla Prefettura”. E la distanza tra le parti, sembra sempre più incolmabile.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo