In tendenza

Siracusa, la Procura sui sequestri in zona industriale: “un tassello per provare a risolvere il problema dell’inquinamento”

Adesso il sequestro vincolato all'accettazione delle prescrizioni che dovranno essere svolte entro 12 mesi, come da cronoprogramma stabilito dalla Procura aretusea

Un impegno corale per affrontare un problema pluridecennale che molti cittadini percepiscono in maniera chiara attraverso l’olfatto. Ecco come il procuratore aggiunto Fabio Scavone ha illustrato il sequestro preventivo delle quattro aziende del petrolchimico, “un tassello per provare a risolvere il problema dell’inquinamento” per un’importante attività di indagine. I tre consulenti Rino Felici, Arpa di Milano, Mauro Sanna, Arpa del Lazio, e Nazareno Santilli, dirigente del Ministero dell’Ambiente e dell’Ispra hanno fatto uno screening accurato analizzando dati e individuando i punti nevralgici da cui è scaturito un cronoprogramma e prescrizioni che saranno seguite da vicino dalla stessa Procura.

Tre i Pm titolari delle indagini – Salvatore Grillo, Davide Lucignani e Tommaso Pagano – hanno sottolineato il rigore delle indagini svolto dalla Procura. Il sostituto Grillo ha fatto riferimento alla collega Brianese che ha avviato le indagini nel primo finale Esso e Isab Nord evidenziando come la consulenza degli esperti abbia dimostrato che è possibile individuare con elevato grado di probabilità il responsabile di un determinato picco di inquinamento attraverso i rilevamenti delle centraline, le posizioni geografiche degli impianti e le condizioni climatiche: incrociando questi dati si riconduce l’emissione a un impianto.

Le quattro aziende mancavano di Aia o sono parziali e in alcuni casi prevedevano (Versalis dal 2013 al 2017) prescrizioni con livelli massimi di inquinamento superiori a quelli previsti per legge. Preoccupante in particolare la situazione di Priolo servizi e Ias, in azione nonostante la totale mancanza di autorizzazione e per di più – l’Ias – dotato dal 2005 di un impianto di deodorizzazione per convogliare emissioni diffuse che seppur collaudato non è mai entrato in funzione, esclusa la parte finale con sistema di nebulizzazione per attenuare le puzze. “Un po’ come spruzzarsi il deodorante dopo aver fatto attività fisica al posto di farsi una doccia – ha chiosato Grillo”. Una percezione che a naso negli ultimi anni era già palese per buona parte della popolazione. Adesso il sequestro vincolato all’accettazione delle prescrizioni che dovranno essere svolte entro 12 mesi, come da cronoprogramma stabilito dalla Procura aretusea.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo